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Moasca: completamente abbattuta la torre dell’acquedotto

Nello spazio dove prima sorgeva la torre "dell'acqua" non restano che le macerie

Solo più le macerie

Non restano che le macerie di quella che un tempo era la torre dell’acquedotto di Moasca. La struttura, realizzata in cemento armato negli anni Sessanta, è stata completamente demolita tra le giornate di martedì e mercoledì, alla presenza del sindaco Andrea Ghignone (nella foto) e di Alberto Valmaggia Assessore regionale alla Programmazione territoriale e paesaggistica, il quale ha sostenuto il Comune astigiano in questa avventura.

I lavori partiti martedì

Ad assistere all’avvio dei lavori, partiti martedì pomeriggio alle 14,30, anche alcuni cittadini, incuriositi dalla gigantesca macchina demolitrice che con il suo braccio meccanico ha smontato, pezzo dopo pezzo la struttura alta 20 metri. Coloro che si aspettavano un intervento a base di esplosivo o bulldozer sono, quindi, rimasti delusi. D’altronde in pieno centro storico e a pochi passi dal castello medioevale, oggi sede del ristorante “Tra Terra e Cielo” gestito dal nicese Dedo Roggero Fossati, è stato necessario ricorrere a metodi meno invasivi. In questo modo, procedendo sistematicamente e con una precisione chirurgica, nel giro di un paio di giorni Moasca ha riacquistato il suo “skyline” originario, tornando indietro di ben cinquant’anni. «Quest’opera di demolizione è stata voluta dalla nostra amministrazione comunale per riportare il borgo storico del nostro comune al suo volto originario, eliminando una struttura che mal si conciliava con lo stile architettonico di un centro inserito a pieno titolo nella core zone Unesco. L’intervento consentirà di godere del paesaggio, a beneficio di sguardo sia per i nostri concittadini che per i turisti – ha spiegato Andrea Ghignone – Per noi è stata una giornata storica».

Paesaggio originario

Dopo cinquant’anni, lo “skyline” del paese torna dunque ad essere quello originario, con le torri del castello medioevale a dominare la collina mentre dalla terrazza panoramica del maniero è possibile ammirare la catena del Monviso, senza interruzioni. «Oggi abbiamo realizzato come il paesaggio non sia solo un elemento da tutelare ma che possa anche essere il futuro, il volano di uno sviluppo economico e che quindi debba essere nel cuore e nelle priorità dei suoi abitanti i quali sono chiamati ad esserne i primi custodi» ha commentato l’Assessore Valmaggia, il quale ha dato il via insieme al sindaco Ghignone ad un brindisi al sapor di Barbera d’Asti, per festeggiare l’avvio del cantiere.

Nuova cisterna

L’operazione è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione dell’Acquedotto della Valtiglione che in zona gestisce il servizio idrico. Abbattuta la vecchia torre rivestita da mattoni rossi, è già stata realizzata una vasca interrata poco distante, di capienza doppia e studiata per un’ ottimizzazione del servizio. La “torre dell’acqua”, così come veniva chiamata dai borghigiani, aveva reso Moasca indipendente sotto il profilo idrico dal 1960 ma ormai la struttura era ,sotto il profilo tecnico, giudicata obsoleta ed estremamente impattante dal punto di vista paesaggistico, considerata la ormai evidente vocazione turistica del paese. A dirigere i lavori Corrado Napoli, architetto progettista dell’intervento e Daniele Succio, titolare dell’impresa che ha seguito l’abbattimento. Già da giovedì mattina non resta che uno spazio vuoto al posto della torre in mattoni. Le macerie saranno a breve sgomberate.

 

Lucia Pignari

lucia.pignari@gmail.com

Un Commento

  • Silvano ha detto:

    Ormai inutile quindi è stata abbattuta. Quante di queste realtà dovrebbero altrimenti sparire o meglio non essere autorizzate anche ai giorni nostri solo perché progettate da sedicenti illustri architetti: la tour Eiffel, divenuta simbolo dalla capitale Francese docet!.

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