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Albergo Etico di Asti si presenta all’ONU

Nella Giornata mondiale dedicata alle persone con sindrome di down il progetto astigiano della scuola-albergo sarà presentato alle Nazioni Unite di Ginevra.

Un viaggio partito da Asti

Prima Asti. Poi Bruxelles, Roma, l’Argentina, il Brasile e, adesso, anche le Nazioni Unite di Ginevra. Non si pongono limiti i ragazzi “orange” di Albergo Etico, un progetto nato all’interno del ristorante Tacabanda di Asti e che dopo otto anni di impegno e sacrificio si è concretizzato in una scuola-albergo in corso Galileo Ferraris in cui vengono formati e impiegati ragazzi con sindrome di down. Oggi, mercoledì 21 marzo, in occasione della Giornata mondiale delle persone con sindrome di down il progetto astigiano verrà ufficialmente presentato alle delegazioni dei paesi partecipanti alla conferenza internazionale dell’ONU dedicata a questa sindrome.

Come inserirsi nel Mercato del Lavoro

Quest’anno, il tema dell’incontro sarà sulla capacità delle persone disabili di inserirsi attivamente e concretamente nel mercato del lavoro. Per Albergo Etico Asti, prenderà la parola Samuel Decarvalho Sestaro (nella foto al centro accanto ad Antonio De Benedetto e ai genitori), 28 anni, brasiliano di Santos, il quale accompagnato da mamma Vilma e papà Antonio avrà 5 minuti di tempo per presentare all’assemblea la sua esperienza lavorativa e formativa astigiana.

Un’idea internazionale

«E’ un grande onore vedere il nostro progetto crescere e diventare sempre più internazionale – è il commento di Antonio De Benedetto titolare del Tacabanda e promotore di Albergo Etico Asti – L’occasione offerta a Samuel ci consentirà di presentare al mondo la nostra filosofia, che si fonda sulla fiducia nelle capacità di questi ragazzi di contribuire realmente al tessuto produttivo ed economico del proprio paese e, allo stesso tempo, di acquisire un’autonomia spendibile nella loro vita quotidiana». Bando quindi al mero assistenzialismo. Ad Albergo Etico i ragazzi imparano a fare tutto: dal servizio di sala alla caffetteria, fino al riassetto delle camere. Lo sa bene Samuel che, partito dal Brasile, ha svolto un’esperienza proprio ad Albergo Etico, superando timori e incertezze iniziali e conquistando, giorno dopo giorno, piccoli spazi di autonomia e indipendenza.

Conquistati dal progetto

«Siamo rimasti conquistati da questo progetto, ci abbiamo creduto fin dall’inizio – racconta in un vivace portoghese Antonio Sestaro, papà di Samuel e originario di Rovigo – E’ una bella emozione pensare di essere stati invitati ad una conferenza internazionale delle Nazioni Unite. Ancora non ci crediamo». Chi non tradisce l’agitazione, almeno per il momento, è invece il diretto interessato, colui che dovrà parlare mercoledì prossimo di fronte a centinaia di persone provenienti da ogni angolo del mondo, ossia il giovane Samuel, che serafico dice: «Non vedo l’ora di poter raccontare quello che stiamo imparando con Antonio e il suo staff».

Il reportage su Albergo Etico

Ad aver fatto incontrare la famiglia di Samuel, dall’altra parte del mondo e Antonio De Benedetto è stato un video reportage trasmesso in Brasile e dedicato ad Albergo Etico. Rafael, fratello di Samuel, è così partito per l’Italia per capire da vicino come fosse possibile inserire ragazzi con sindrome di down nel settore alberghiero. Arrivato ad Asti nel 2015 in occasione dell’inaugurazione della struttura, per lui e la sua famiglia quello con l’Albergo e i ragazzi dalle divise arancioni è stato amore a prima vista. Oggi, quindi, l’italo-brasiliano Samuel riporterà la sua esperienza al mondo, spiegando come attraverso il lavoro e la formazione passi la vera integrazione per il disabile.

Lucia Pignari

lucia.pignari@gmail.com

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