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Alpini: ad Asti gli ultimi giorni felici prima dell’inferno russo

Il 21 aprile si ricordano i 4 mila alpini della Tridentina che, per nove mesi, perfezionarono il loro addestramento in vista della Campagna di Russia

Quasi 4 mila alpini in terra astigiana per le esercitazioni fra il 1941 e il 1942

Che gli astigiani siano legati agli Alpini è cosa nota mentre è quasi misconosciuto uno dei motivi che ha rafforzato nel tempo questo importante legame.
In pochi, infatti, sanno che la Divisione Tridentina si è esercitata per circa 9 mesi nella nostra provincia, dislocando non solo numerosi reparti ma anche il quartier generale con i suoi alti comandi.
Per nove mesi, migliaia di alpini che sarebbero poi finiti massacrati nella tragica Campagna di Russia, vissero momenti di spensieratezza a contatto con le famiglie astigiane, sia del capoluogo che della provincia.
Per accendere i riflettori su questo quasi inedito pezzo di storia astigiana, la sezione locale dell’Associazione Alpini con il Comitato Tridentina 1942-2018 ha organizzato una grande commemorazione che si terrà sabato 21 aprile.
«In quel periodo astigiano che oggi possiamo definire spensierato a confronto dell’inferno che trovarono in Russia – ha sottolineato Roberto Venturini referente astigiano del Comitato – migliaia di alpini strinsero forti e importanti amicizie con la popolazione locale e, in molti casi, anche fidanzamenti e un posto di lavoro al termine delle ore di addestramento.

Il programma di massima

L’iniziativa del 21 aprile si inserisce in un più ampio programma di ricordo del sacrificio e degli atti eroici di quella Divisione. Qui ad Asti si terrà una sfilata per la città, cui parteciperanno anche alpini in divise d’epoca e il momento clou sarà lo scoprimento di una targa a ricordo dell’evento nella sala d’attesa della stazione. Quella targa, offerta dal Rotary Club di Asti, ricorderà a tutti i passeggeri che transiteranno in stazione, la partenza di quelle migliaia di alpini verso la Russia».

Dove erano dislocati

Imponente la presenza della Tridentina nelle nostre zone. Si parla di circa 4 mila alpini sui 18 mila presenti in Piemonte.
Proprio dalla stazione di Asti partirono 12 tradotte verso la Russia, una in più della stazione di Torino, a dimostrazione dell’importanza strategica della nostra città nella loro preparazione.

Una presenza che, grazie ai registri militari, è stata ricostruita in modo dettagliato.
In città erano di stanza il Comando Divisione, l’ufficio postale, un drappello automobilistico, due sezioni di Carabinieri Reali, una sezione sanità e poi ancora la sezione sussistenza, un autoreparto misto e la strategica (per le sopravvivenza) squadra panettieri forni Weiss. Sempre in città la presenza di una Compagnia divisionale cannoni, il Battaglione Verona e il 101.mo Battaglione mitraglieri di Corpo d’armata.
E poi gli alpini disseminati in provincia. A Quarto e ad Isola c’erano due ospedali da campo, a Villanova il quinto reparto salmerie, a Costigliole il secondo Battaglione misto genio, a Mombercelli il primo Battaglione mitraglieri di Corpo d’armata a Montegrosso il sesto Battaglione complementi.
Per tutti la permanenza in terra astigiana durò dall’ottobre del 1941 al luglio del 1942 e in quel periodo gli ufficiali della Tridentina parteciparono attivamente alla vita della città, presenziando ad inaugurazioni, spettacoli, manifestazioni.

La Fellowship Alpini Rotariani

«Il Rotary ha aderito con entusiasmo all’invito fatto dall’Associazione Alpini per ricordare quel particolare momento storico cittadino – ha detto Giorgio Gianuzzi, consigliere nazionale della neonata Fellowship Rotariani Alpini – e per rispondere alla mission di quest’anno del Rotary internazionale che chiede ai soci di impegnarsi nel sostegno della vita civica delle città. Riportare alla memoria e agli onori quei nove mesi in cui militari e popolazione civile condivisero la vita civica di Asti ci sembra andare sicuramente in questa direzione».

Un libro per non dimenticare

Per chi volesse approfondire la presenza della Tridentina in Piemonte, è in via di stampa un libro realizzato da Franco Voghera con la collaborazione di Beppe Barbero, Pier Giorgio Longo e dello storico Gianni Oliva proprio sugli alpini prima della partenza per la Russia. Il libro si intitola “La Tridentina in Piemonte. Dalla permanenza tra le genti del Torinese e dell’Astigiano alla tragica ritirata di Russia”.
Si chiude a teatro
Ricordi e cultura anche nello spettacolo che il 21 aprile chiuderà la giornata alpina astigiana. Al Teatro Alfieri, ad ingresso libero e fino ad esaurimento posti, si terrà uno spettacolo “Alpini in Russia” con la lettura delle più importanti pagine di Mario Rigoni Stern, Giulio Bedeschi e Nuto Revelli e l’accompagnamento musicale dell’orchestra Fiati Giovanni XXIII.

Daniela Peira

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