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Anche Canelli ha le sue “brusaje”: tre operaie bruciate nel sugherificio

Una disgrazia che risale al gennaio del 1925 riportata alla memoria dal Club Unesco. Insieme agli articoli che all'epoca uscirono sul Corriere di Canelli

Lavoravano al Sugherificio Janò

Luigina Ercole aveva 17 anni così come Onorina Borgnetto mentre Luigina Pistone aveva appena compiuto i 18. La prima abitava a Calamandrana, la seconda a Costigliole d’Asti mentre Luigina era canellese. Lavoravano tutte e tre al sugherificio Janò, in via Cassinasco. Sono loro le “brusaje” canellesi.

La tragedia nel 1925

La mattina del 2 gennaio del 1925 faceva freddo. Scesero in una cantina dell’opificio per rimuovere polvere di sughero, un’operazione di routine. Forse, a causa di una scintilla scoppiata improvvisa si sviluppò un incendio che le maestranze riuscirono a domare con grande fatica. Ma per le tre donne non c’era più nulla da fare: erano morte asfissiate nel rogo.

Il ricordo del Club Unesco

A questa tragedia, che colpì la Canelli dell’epoca, il Club Unesco ha dedicato la Giornata Internazionale della Donna, deponendo un fiore bianco e un lumino sulla tomba delle giovani. «Vogliamo così ricordare un evento che ha colpito la nostra città e ricordare degnamente queste tre ragazze che perirono nell’incendio, cercando nel contempo di rintracciare i parenti così da poter approfondire le notizie sull’evento» dice Piersergio Bobbio, tra i fondatori dell’associazione.

Cosa scrisse il Corriere di Canelli

Al fatto ne diede ampio risalto il “Corriere di Canelli”, storico foglio stampato che il 10 e 11 gennaio di quell’anno dedicò servizi e approfondimenti. Si racconta, infatti, che al funerale partecipò tutta la cittadinanza e il sindaco dell’epoca, in un suo discorso accorato, impegnò se stesso e la giunta comunale affinchè «le tre gloriose salme non vengano confuse nella fossa comune, ma che nel nuovo cimitero abbiano una speciale tomba, un’ara che ricordi la grande sventura».

Il monumento funebre mai realizzato

Dopo laboriose e certosine ricerche i membri del Club Unesco sono riusciti a scovare le urne funebri grazie alla testimonianza di due persone ai quali i genitori avevano raccontato dell’incidente, risalendo così ai nomi delle tre giovani. «Per qualche motivo la tomba speciale, “l’ara che ricordi la grande sventura” non è stata realizzata. Le tre ragazze riposano in tre loculi contigui nella colombaia più antica del cimitero» conferma Bobbio.
La redazione del Corriere di Canelli si fece promotore di una sottoscrizione per realizzare la triplice tomba e commemorare «la vostra disgrazia e immatura sorte e vi ricordi alle generazioni future». Alla donazione parteciparono le donne di Canelli, amiche e compagne di lavoro.

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