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Arri: “Al Drago va il mio grazie, ad Asti Calliope l’ho fortemente voluta”

La vittoria in Piazza Alfieri gli ha spalancato orizzonti nuovi, al punto di meritarsi la fiducia da parte della Contrada del Drago che lo ha montato nel Palio Straordinario senese del 20 ottobre

La svolta

Sacrifici, arrabbiature, sfortuna, motivazioni che pian piano vengono a mancare, risultati che non arrivano….

Poi la svolta, inattesa ma non casuale, perchè un Palio non si vince se non si posseggono determinate attributi.

Per Federico Arri il giorno della sterzata netta è stato lo scorso 2 settembre, quando in Piazza Alfieri, sulla generosissima Calliope da Clodia, ha fatto suo il Drappo dipinto da Guarene, regalando al Comune di Moncalvo una gioia attesa da 23 anni. Una vittoria che gli ha spalancato orizzonti nuovi, al punto di meritarsi la fiducia da parte della Contrada del Drago che lo ha montato nel Palio Straordinario senese del 20 ottobre.

“Ares” racconta

Nella scuderia di frazione Sessant proprietà di Mario Arri, papà di Federico, dopo aver ricevuto un’accoglienza in grande stile chiediamo ad Ares (questo il soprannome attribuito al fantino astigiano in quel di Siena) di raccontarci i giorni che hanno preceduto la sua straordinaria impresa in Piazza Alfieri.

«Vorrei subito puntualizzare un particolare: non è corretto dire che ad un mese dal Palio a Moncalvo eravamo senza cavallo, perchè in realtà senza cavallo non siamo mai stati. La disponibilità del soggetto precedente c’era. Ma nella mia testa frullava l’intenzione di cambiare e avevo messo gli occhi addosso a questa cavallina, Calliope da Clodia, che, per dirla alla senese, “mi garbava assai”.»

Eccezionale la cavalla

Pensavi che Calliope potesse portarti alla vittoria? Ha dato tutto quello che ti aspettavi? «Assolutamente si, anche di più. Però vincere, sai, non è mai facile. Qualche dubbio mi è venuto, soprattutto dopo la batteria. Vedevo Valter (Pusceddu, n.d.r.) che veniva forte, ma ho tenuto duro e ho difeso la terza posizione per un giro e mezzo: il giro e mezzo più lungo della mia vita.»

La finale? «Sono partito davanti, ho galoppato a centro pista rintuzzando diversi attacchi e anche quando Gessa di Tanaro mi ha passato non ho vacillato: conoscevo troppo bene il suo cavallo per non immaginare come si sarebbe comportato. E infatti…»

Dino Pes ti è però arrivato molto vicino, sul palo il vantaggio che avevi si andava assottigliando… «Si, Dino veniva forte, molto forte, ma, per fortuna mia, proprio nelle battute conclusive, nel tentativo di rimontare ha urtato il mio cavallo  sul posteriore e probabilmente ha perduto quel minimo di tempo che poteva consentirgli di raggiungermi qualche metro prima.»

Una prestazione magistrale

Ciò non toglie però che Calliope abbia fatto una corsa formidabile e che tu l’abbia interpretata in maniera magistrale, da grande fantino… «Cavalla di cuore Calliope, molto generosa. Io ho soltanto cercato di sfruttare al meglio le sue attitudini.»

Veniamo a Siena. Come è nato il contatto con la Contrada del Drago? «Stavo dormendo. Erano i giorni dell’immediato post Palio di Asti. Inaspettata mi è arrivata la chiamata della dirigenza del Drago che mi diceva di tenermi pronto. Non erano ancora neppure note le Contrade che avrebbero corso lo “Straordinario” poichè l’estrazione non c’era ancora stata. Poi il Drago è uscito e io ho ovviamente continuato a mantenere i contatti con la dirigenza. Premetto che non mi hanno promesso nulla. Ho seguito la “tratta” con loro e le mie speranze di montare crescevano.»

Siena, la chiamata del Drago

Quando hai saputo con certezza che avresti montato a Siena? «Dopo la “tratta”, anche se in verità fino alla quarta prova avevo timore che potesse succedere qualcosa, in extremis. Per fortuna non è avvenuto e devo ringraziare tantissimo la dirigenza, il Capitano Miraldi  “in primis”. La parola che mi hanno dato l’hanno mantenuta.»

Una per Tutti, la tua cavalla, la conoscevi già per averla montata da Milani… «Si, la conoscevo per averla precedentemente avuta in preparazione. Come tutti gli altri soggetti esordienti ha un po’ peccato di inesperienza.»

La pista di Piazza del Campo? Il tufo appariva scivoloso… «Assolutamente no. Pista bellissima a mio giudizio, persino più bella che in occasione dei Palii di luglio e agosto. Gran parte delle cadute non sono certo state determinate dal fondo su cui si correva.»

Troppo alto al canapo

Il tuo Palio com’è stato? «Sono partito discretamente, ma poi ho trovato tre cavalli che mi hanno ostacolato. La posizione allo schieramento non mi ha aiutato, ero alto, all’ottavo posto. Se avessi potuto partire più basso le cose probabilmente sarebbero andate diversamente e avrei potuto lottare per le posizioni di vertice.»

La caduta? «Ho impostato l’ultimo San Martino normalmente, ma a metà curva la cavalla ha cambiato azione. Non me l’aspettavo e sono finito a terra.»

Ha vinto il più bravo? «Si, Andrea Coghe ha fatto un’ottima corsa e ha meritato la vittoria.»

Ingaggi in altri Palii

Dopo Asti e Siena che cosa cambierà per te? Parlo di ingaggi in  altri Palii… «Al momento non è cambiato granché per il 2019. Le uniche certezze che ho sono di correre a Bientina e ad Asti.»

In Piazza Alfieri rimonterai per Moncalvo? «Penso proprio di si, non ho avuto altre richieste. Sempre se a Moncalvo mi daranno fiducia.»

Federico scherza e lo dice ridendo…. Opinione di chi scrive è che sia stato bravo, molto bravo, e, azzardiamo, qualche chiamata certamente gli arriverà.

Ultima domanda: come programmerai l’annata che verrà? «Staro qui ad Asti, in scuderia, fino a gennaio, poi mi sposterò a Siena perchè il fulcro dell’attività è là che si svolge.»

Massimo Elia

max.elia@virgilio.it

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