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Arriva la “piega sospesa” per le donne maltrattate

Il Centro Antiviolenza di Asti L’Orecchio di Venere, quest’anno ha deciso di uscire dal “circolo” di addetti ai lavori per arrivare sempre più vicino alle donne

Per le donne maltrattate ora c’è la “piega sospesa”

Non tutte le donne vittime di violenza domestica usano internet, vanno ai convegni, si informano su quanto esiste sul territorio per aiutarle. Così il Centro Antiviolenza di Asti L’Orecchio di Venere, quest’anno ha deciso di uscire dal “circolo” di addetti ai lavori per arrivare sempre più vicino alle donne che invece devono sapere a chi rivolgersi in caso di maltrattamenti e violenze.

Una sistemata ai capelli senza pagare

E lo fa con una iniziativa unica in Italia: la “piega sospesa”, ovvero la possibilità di poter usufruire, per chi non può permetterselo, di una sistemata ai capelli senza doverla pagare. Una “coccola” che non solo può alleggerire una situazione pesante in famiglia, ma che consente alle donne di entrare in uno qualunque dei 50 saloni di parrucchiere di Asti e provincia aderenti all’iniziativa e prendere un depliant dell’Orecchio di Venere in cui vi sono spiegati bene i passi da compiere per uscire da una situazione di oppressione e violenza domestica.

Saranno i titolari a scegliere a chi fare la piega gratuita

«Noi come Orecchio abbiamo finanziato i 50 saloni aderenti consegnando loro un buono da 20 euro ciascuno – spiega Elisa Chechile referente per il Centro Antiviolenza di Asti, nato in seno alla Croce Rossa – Saranno i singoli titolari a decidere, fra le loro clienti, chi ha più bisogno della piega pagata da noi. Ma questo è solo l’inizio, perchè negli stessi saloni saranno presenti dei barattoli in cui le altre clienti paganti potranno lasciare qualcosa per consentire a donne che non se lo possono permettere, di concedersi quello che non è un lusso, ma un gesto di autostima e dignità».
La “piega sospesa” sarà attiva da lunedì fino al giorno di Natale nei saloni che aderiscono.

Due borse lavoro per donne vittime di violenza domestica

Altra iniziativa dell’Orecchio di Venere è l’istituzione di due borse lavoro a favore di altrettante donne di mezza età vittime di violenza domestica che oggi, uscite di casa, cercano di ricostruire la propria vita e la propria dignità (e quelle dei lofo figli) con un lavoro e una vita normale.
Grazie alla collaborazione con Maria Santalucia e Franco Gligora, titolari del maglificio Bliz di via San Martino, le due donne selezionate dall’Orecchio di Venere avranno la possibilità di poter lavorare per tre mesi accanto ai due artigiani che si sono impegnati a trasmettere il loro sapere alle tirocinanti. E magari, chissà, in futuro anche la loro attività. Un bel modo per dare continuità ad una bottega artigiana importante restituendo la vita ad una donna.

f.duretto@lanuovaprovincia.it

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