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Asp, «Impossibile essere incisivi: mi dimetto per rompere gli schemi»

I retroscena delle dimissioni del presidente Negro dopo l’approvazione del Dup e la replica del sindaco di Asti

Ecco perché Livio Negro si è dimesso dalla presidenza dell’Asp

«In 8 mesi non sono stato incisivo in nulla, non nelle situazioni sostanziali e, a questo punto, dare le dimissioni era l’unica azione che potessi fare per rompere gli schemi». Livio Negro, manager con una lunga esperienza nel settore informatico, vuole essere chiaro quando racconta i motivi delle sue dimissioni dall’Asp. Lo fa lunedì pomeriggio, poco dopo aver ringraziato il sindaco Rasero per avergli dato fiducia con la nomina a presidente dell’azienda. Questo succedeva a febbraio, ora Negro, e il suo vice Andrea Morando (coordinatore cittadino di Forza Italia) hanno rassegnato le dimissioni. Una mossa inaspettata, ma stando a quando racconta Negro, indispensabile per dare uno scossone alla multiutility astigiana che conta circa 360 dipendenti e gestisce la raccolta rifiuti, l’acqua, i trasporti e i servizi cimiteriali (più l’illuminazione pubblica partecipando ad AEC). «Rimango esterrefatto che qualcuno si preoccupi più dell’immagine che del resto – prosegue l’ex presidente – mentre ci sono persone che rischiano il posto di lavoro. L’Asp è un’azienda con all’interno professionalità altissime che bisognerebbe impiegare e far crescere. Da tempo continuavo a chiedere di rinnovare lo Statuto, i Patti parasociali e i Contratti di servizio che reputo essere fondamentali per un’azienda che vuole essere competitiva sul mercato, ma questo non è stato fatto. Ho tentato di cambiare il sistema che vede in mano all’amministratore delegato tutte le deleghe operative e, convocato due giorni dopo le dimissioni, ho chiesto la delega al personale, ma la risposta è stata no. A questo punto non torno indietro, ma spero che le mie dimissioni, e quelle del vice presidente, possano far riflettere gli amministratori, pubblici e privati, perché la situazione è preoccupante».

La rottura dopo l’approvazione del DUP

Divergenze sulla gestione della multiutility tra l’indirizzo dato dal Comune, che ne detiene il 55%, e il socio privato sono risapute, ma i rapporti sono precipitati in vista dell’approvazione del DUP (Documento Unico di Programmazione 2019-2021) in Consiglio comunale. L’amministratore delegato di Asp aveva scritto al sindaco Rasero, su mandato del CDA, contestando diverse indicazioni inserite nel DUP e volte a definire obiettivi strategici in capo alla multiutility. Indicazioni ritenute una sorta di “sconfinamento” di competenze e quindi oggetto di una richiesta formale affinché fossero riviste.

Il sindaco Rasero, però, non solo ha confermato le indicazioni inserite nel DUP, ma ha replicato duramente con una lettera ufficiale che ha ulteriormente creato attrito in una situazione già non semplice.

Ma cosa c’è scritto nel DUP? Vengono indicati indirizzi generali sull’Asp, tra cui “conseguire un significativo risparmio annuo sul costo del servizio rifiuti e perseguire un costante miglioramento della qualità del servizio”, ma anche “ridurre di tre punti percentuali il rapporto tra i costi di struttura e i costi operativi, a livello medio aziendale”. E ancora: “Annullare o non prevedere qualunque automatismo di premialità variabile relativa alle retribuzioni dei quadri e dei dirigenti” fino a “evitare di disperdere capacità lavorative a causa di collaborazioni convenzionali/contrattuali con altre amministrazioni/società/enti e non autorizzare incarichi esterni ai propri dipendenti”.

Ma il sindaco Rasero non torna indietro

Il sindaco Rasero, che conferma e difende le indicazioni del DUP, mai si sarebbe immaginato di perdere il suo presidente e il vice approvando questo documento e tutto senza essere avvisato da una telefonata informale. «Non l’ho avvisato per essere dirompente – replica Negro – e mi dispiace che sia finita in questo modo, ma una situazione di stallo così grave non aiuta a vincere delle gare e questo, ribadisco, crea preoccupazione per i dipendenti. In ogni caso spero si prenda atto che oltre all’immagine è importante la sostanza mentre a Rasero ho testimoniato la mia stima».

Negro, che durante gli 8 mesi di mandato ha tenuto un profilo molto defilato rispetto ai media, è uno dei pochi esempi italiani di dimissioni date, non annunciate, e soprattutto non revocate all’ultimo secondo. Come Andrea Morando, che ha condiviso il percorso del presidente e la decisione di farsi da parte «perché non c’erano più gli stessi obiettivi condivisi con il Comune».

Riequilibrare i rapporti con il socio privato

Se le dimissioni di Negro e di Morando sortiranno un effetto dirompente è presto a dirlo, ma di certo il sindaco Rasero non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro o di rinunciare a rivedere i rapporti tra Comune e soci privati di Asp.

«Sia chiaro che non è stata una battaglia tra me e il presidente Negro il quale, da ottimo manager, non ha voluto restare ad ogni costo per occupare una poltrona – commenta il sindaco – Negro mi aveva fatto presente le sue richieste e che fosse necessario rinnovare al più presto i contratti di servizio, ma mi sono rifiutato di approvarli identici ai precedenti perché li ritengo troppo a favore del socio privato e poco del pubblico e dei cittadini. Ad esempio vogliamo che il Comune guadagni di più dai parcheggi a pagamento e che si abbassino i costi della raccolta rifiuti, oggi tra i più cari d’Italia. Per farlo attendiamo che l’azienda ci fornisca dati con cui fare dei ragionamenti».

Sulle dimissioni, Rasero aggiunge: «Capisco che fosse deprimente per Negro non poter decidere e questo dimostra che non era lì per occupare una sedia. Domani avvieremo il nuovo bando per trovare il nuovo presidente e il vice e confermo che la nostra intenzione è di far crescere l’Asp, non di smembrarla, facendo confluire al suo interno nuovi servizi per essere sempre più forte e competitiva sul mercato».

Tra questi servizi c’è anche l’ipotesi di riassegnare all’Asp la gestione dell’illuminazione pubblica, oggi in mano ad AEC che avrebbe dovuto gestirla insieme al famoso teleriscaldamento, mai partito e anzi oggetto di ricorso al TAR.

La consulenza dell’Università

Rasero risponde anche alle critiche in merito alla consulenza tecnica sull’Asp chiesta per capire come e dove intervenire in qualità di socio maggioritario. «Ci siamo dotati di un consulente rivolgendoci all’Università del Piemonte Orientale affinché ci supportasse con le sue professionalità. Tra queste professionalità c’è il professor Falduto, scelto non da me, ma dall’università, la cui relazione è imminente. Abbiamo però deciso di discuterne dopo il settembre astigiano, quindi fra qualche giorno. In ogni caso confermo la linea sull’Asp e il fatto che il Comune abbia il controllo al 55% e non il contrario. Giovedì ci sarà una riunione con i soci privati, un incontro che promette bene e che spero porti i suoi frutti».

r.santagati@lanuovaprovincia.it

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