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Asti: a Quarto l’unica area giochi è “abbandonata”

Giochi che mancano, scarsa manutenzione: a poche settimane dall'inizio dell'estate continuano ad esserci problemi nelle aree verdi della città

Quell’area dimenticata nella frazione di Quarto

Ci risiamo. Fra poco più di un mese inizierà l’estate e ci saranno molti bambini che rischiano di non poter giocare nel giardinetto vicino casa perché non c’è sufficiente manutenzione. Non ci riferiamo a un grande parco cittadino, ma a poche decine di metri quadrati della piccola area giochi di Quarto inferiore, a due passi dalla scuola elementare e dall’asilo. Area, non di proprietà, ma gestita dal Comune che pochi anni fa, in collaborazione con gli alpini e la protezione civile, aveva rimesso a nuovo il campo da calcio. I problemi sono stati segnalati al giornale da più mamme tenuto conto che, al pomeriggio, oltre venticinque bimbi frequentano il giardinetto.

«L’unica parte attrezzata con i giochi è rotta da tempo: – spiega una residente – lo scivolo non c’è più e, al suo posto, è stata inserita una protezione in legno per evitare che i bimbi possano cadere a terra. E’ sparita una delle altalene adatta ai più piccoli, è stato tolto un altro gioco che faceva parte della struttura, mentre dietro alla panchina c’è una lunga spranga che non dovrebbe esserci». Come se non bastassero le criticità del giardinetto, il marciapiede di accesso all’area verde è in parte occupato dalle bacheche elettorali appoggiate ad una rete già piegata su se stessa. Quando visitiamo il giardino, mercoledì mattina, le bacheche in legno, alcune rotte, altre inclinate, sembrano poco stabili e infatti si appoggiano alla recinzione. «Anche per gli anziani e per i passeggini il marciapiede è poco fruibile se non sistemano queste bacheche – commenta una signora – Stiamo parlando dell’unica area verde attrezzata per far giocare i bambini che è ridotta così anche perché, di notte, è aperta e chiunque può fare cosa vuole. Abbiamo segnalato più volte questi problemi, che si trascinano da tempo, ma non abbiamo avuto molta fortuna».

Basterebbe poco, anche dal punto di vista economico, per ridare ai bambini di Quarto inferiore un’area giochi dignitosa, sicura, e molte famiglie sperano che prima dell’estate il problema venga risolto perché, per piccola che sia, «è un bene comune di cui bisogna avere cura».

Le criticità ai giardini pubblici di Asti

I problemi nella piccola area giochi di Quarto creano disagi alle famiglie della zona, ma anche i giardini pubblici di Asti, il polmone verde della città, continuano ad avere criticità più o meno gravi.

E’ di pochi giorni fa una nuova segnalazione da parte della famiglia Sforzi, che gestisce la storica giostra per i bambini, che chiede all’amministrazione comunale di avere più attenzione per il decoro dei giardini e la sicurezza. Anche qui ci sono giostrine non più utilizzabili o perché avvolte nella classica rete da cantiere, oppure perché rimosse e non più sostituite. «Manca uno scivolo e di recente è stato rotto un altro gioco – racconta Italo Sforzi – Come se non bastasse c’è l’abitudine di molti utenti del parco, pure giovanissimi, di buttare a terra ogni genere di rifiuto con l’assenso dei genitori che si trovano a pochi passi da loro. Chi si permette di dire qualcosa viene insultato e sarebbe utile avere più controlli. Inoltre l’illuminazione è davvero scarsa quando tramonta il sole». Già un anno fa, a giugno, avevamo raccolto la denuncia di Sforzi sul degrado dei giardini: poca illuminazione, tombini otturati, giostrine vandalizzate, l’assenza di bagni pubblici, ma un anno è passato e la situazione non sembra essere migliorata. Anzi, proprio questa settimana ignoti si sono introdotti nella giostra dei bambini, di notte, dove hanno spaccato parte della cassa (senza rubare soldi) e, non contenti, rotto le macchinette dei vari distributori automatici collocati nei pressi dell’attrazione principale.

L’esempio virtuoso del parco Pastrone

Tra le aree verdi di Asti c’è, però, un esempio virtuoso da segnalare. E’ il parco del Borbore intitolato a Emanuele Pastrone che, di proprietà del Comune, viene gestito da alcuni volontari “del verde” con risultati a dir poco eccezionali. Teresa Lazzarato, Fiore Lazzaro e il richiedente protezione internazionale Mory Camara sono i tre “custodi” e manutentori volontari del parco che si estende su quasi 30.000 mq. Erba sempre tagliata (se ne occupa Lazzaro, contitolare della Carrozzeria Gentile di corso Savona), giostre in perfetto stato, pulizia ovunque e perfino le ciotole con l’acqua fresca per i cani. Il parco del Borbore è l’esempio di come l’unione del pubblico e del volontariato dia risultati positivi nella gestione dei beni comuni. Una gestione efficace anche davanti ai disastri naturali come quello avvenuto il 21 luglio scorso quando un violento temporale con raffiche di vento fortissime (letteralmente un downburst) colpì la città abbattendo decine di alberi e provocando danni ingenti. «Qui al parco Pastrone – ricorda Fiore Lazzaro – furono abbattuti una quindicina di piante, ma dopo una settimana tutto era a posto come prima anche grazie all’intervento di alcuni contadini che tagliarono i tronchi e portarono via il cippato a costo zero. Poi il Comune portò via il resto, ma oggi, vedendo il parco, non si direbbe che fu colpito da quel disastro».

Nell’area verde c’è una regola d’oro che Teresa insegna a tutti: si può mangiare, organizzare pic nic o barbecue, ma tutto dev’essere lasciato pulito e in ordine com’è stato trovato. E succede proprio così, tanto che al parco del Borbore è raro trovare un rifiuto gettato a terra o una qualsiasi altra criticità.

r.santagati@lanuovaprovincia.it

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