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Asti: “piano straordinario” di recupero crediti dagli inquilini delle case popolari che non pagano

Inviate le prime 151 lettere con minaccia di decadenza se non verranno saldati i debiti o almeno sottoscritti piani di rateizzazione. Debiti per 3 milioni di euro

Lettere ai “morosi colpevoli”

La lettera ricevuta dalla nostra lettrice non è la sola spedita nelle scorse settimane.
Sono state infatti 151, in tutto, le lettere inviate con un “ultimatum”: o gli assegnatari saldavano il debito (o sottoscrivevano una rateizzazione) entro 30 giorni, oppure si sarebbe proceduto alla dichiarazione di decadenza del diritto di occupare una casa popolare.
Questo numero arriva da una istruttoria che il Comune di Asti ha attivato nel corso dell’ultimo anno, circa, su richiesta dell’Atc secondo le nuove disposizioni della Regione Piemonte in tema di decadenza del diritto alla casa di edilizia popolare.
L’Atc ha trasmesso i nomi di chi aveva debiti con l’ente e il Comune, (proprietario degli alloggi ed amministrazione che stila la graduatoria di chi ha diritto alla casa popolare oltre ad assegnarle di volta in volta) ha fatto le sue valutazioni arrivando alla lista dei 151 ritenuti in grado di onorare i propri debiti.

Tre milioni di euro di crediti

Tanti i crediti che l’Atc ha con i suoi inquilini.
«Ad oggi, abbiamo circa 800 utenti con almeno 4 bollette inevase – dichiara Alessandro Lovera, direttore dell’Atc Piemonte Sud nel quale è ricompreso Asti – Parliamo di una cifra complessiva che si aggira sui 3 milioni di euro. E, considerando che l’Atc non ha più finanziamenti pubblici ma si sostiene esclusivamente sui canoni di affitto, è un nostro dovere riscuotere da chi è nelle condizioni di poter pagare affitto e spese».
Già, perché nei “debiti” degli assegnatari di case popolari, c’è sempre stata la grande differenza fra i “morosi colpevoli”, ovvero chi non paga avendo un reddito sufficiente per farlo e i “morosi incolpevoli”, quelli che non riescono a pagare neppure il già modesto affitto medio degli alloggi.
Mentre questi ultimi possono avere accesso al fondo sociale che va ad integrare i loro debiti, i primi rischiano di vedersi revocata l’assegnazione dell’alloggio popolare se non pagano.

I paesi più veloci di Asti

A decidere chi è nella prima e chi è nella seconda categoria è il Comune di riferimento.
«In provincia di Asti, dall’anno scorso sono già state pronunciate 5 decadenze e sono in corso richieste per 16 assegnatari – prosegue il dottor Lovera – Ma è Asti che assorbe il maggior numero di richieste di decadenze (le 151 per le quali sono state inviate le lettere nei giorni scorsi) a fronte di soli 4 decreti pronunciati nell’ultimo anno».

Debito medio di 10 mila euro per assegnatario

Tanto per dare una dimensione contabile a questo fenomeno, i 151 assegnatari per i quali è stata chiesta la decadenza, hanno debiti con l’Atc per complessivi 1 milione 226 mila euro.
Mediamente, i 151 destinatari delle lettere hanno 10 mila euro di debito ciascuno.
«Abbiamo proposto a tutti piani di rientro e di rateizzazione – spiega il direttore Atc – nell’ordine di 50-100 euro al mese oltre al pagamento dei canoni ordinari. Se i rientri non verranno rispettati o, addirittura, se non verranno nemmeno sottoscritti, chiederemo la pronuncia della decadenza e se il Comune deciderà di non emetterla, si accollerà i debiti degli assegnatari».

Giro di vite su chi non paga

Cosa che il Comune di Asti non ha nessuna intenzione di fare, secondo le dichiarazioni dell’assessore ai Servizi Sociali Mariangela Cotto.
«C’è carenza di case e ancor più di finanziamenti per nuovi alloggi popolari o anche solo per la manutenzione di quelli esistenti – ha detto la Cotto – chi può deve pagare e solo così potremo aiutare chi davvero non può onorare i debiti. Non è giusto che siano tutti i cittadini di Asti a pagare anche per chi invece potrebbe sostenere il costo della casa popolare. Non posso far altro che confermare che si tratta di un “piano straordinario” di verifiche sugli assegnatari per il quale lavoriamo in sinergia con la Guardia di Finanza di Asti che ringrazio per la collaborazione».

d.peira@lanuovaprovincia.it

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