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Canelli: divieto di “bivaccare” per salvare il decoro

Contro la detenzione «e il consumo di bevande alcoliche» al di fuori delle aree di pertinenza degli esercizi pubblici autorizzati

Un’ordinanza contro il bivacco

Stretta sulla sicurezza urbana e il “decoro del centro cittadino”. Con questa frase, perentoria, il sindaco Marco Gabusi ha battezzato l’ordinanza che vieta il «bivacco in tutto il centro abitato» e inibisce la detenzione «e il consumo di bevande alcoliche» al di fuori delle aree di pertinenza degli esercizi pubblici autorizzati.

Un intervento fermo, che il sindaco spiega così. «Da tempo riceviamo segnalazioni di assembramenti di persone che provocano non solo disturbo alla quiete pubblica ma, anche, rischiano di minare la sicurezza dei canellesi per i loro comportamenti spesso al di sopra delle righe».

Lamentele e proteste sul degrado e gli schiamazzi in alcune aree cittadine, d’altronde, non sono una novità. Sia di persona che con raccolte di firme canellesi indignati hanno più volte segnalato situazioni al limite della decenza: dalla defecazione negli angoli più bui dei giardini pubblici al loro utilizzo come dormitorio al vandalismo che colpisce a macchia di leopardo.

Le zone interessate

Nell’ordinanza le zone a maggior rischio sono ben individuate: i giardini di piazza della Repubblica, le piazze Gancia, Zoppa e Aosta, il “Campo del Vice” in via Solferino, l’area dell’ex galoppatoio di via Robino, l’area verde in via Giovine. E, ancora, i giardini di via Tempia, di via Filipetti e Giovanni 23° e l’area verde di viale Italia presso il peso pubblico. «Qui bivaccano e consumano alimenti e bevande sul suolo comunale – si legge – e creano difficoltà legate alla libera fruizione degli spazi pubblici, anche disseminando rifiuti con pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana».

Il desiderata di Marco Gabusi è quello di mettere un freno a comportamenti oggettivamente scorretti. L’ordinanza, prendendo spunto da alcune norme che regolano l’intervento dell’autorità locale in materia di “incuria e degrado” del territorio, punta alla repressione dei comportamenti scorretti vietando il bivacco in tutto il centro abitato e vieta anche di «detenere e/o consumare bevande alcoliche al di fuori delle aree pertinenziali di pubblici esercizi regolarmente autorizzati». Di fatto, non si potrà acquistare birra, vino o altri alcolici nei supermercati e poi consumarli comodamente sdraiati sull’erba fresca dei giardinetti o stravaccati sulle panchine.

Banditi anche i writer fai-da-te. Il documento sindacale, infatti, vieta il «detenere o utilizzare strumenti idonei all’imbrattamento di immobili o arredi urbani, o di porre in essere comportamenti che possono causare dette conseguenze».

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