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Cocconato: domenica sette borghi al Palio degli Asini

Nel prossimo week-end si concludono gli appuntamenti medievali, organizzati dal Comune in collaborazione con l’associazione Palio e la Pro Cocco.

In sette al Palio degli Asini di Cocconato

Nel prossimo week-end si concludono gli appuntamenti medievali, organizzati dal Comune in collaborazione con l’associazione Palio e la Pro Cocco. Sabato sera è in programma il “Banchetto de la corte”. Dopo l’ingresso nel suggestivo Cortile del Collegio, illuminato da sole fiaccole e candele, del Conti Ottobono Radicati e Mafalda e i nobili dei borghi, annunciati dal Gran Ciambellano, nel salone comunale verrà servito il ricco menù a base di piatti rigorosamente medievali, allietato da musici, saltimbanchi e altri intrattenimenti. Prenotazioni in Comune (tel. 0141-907007). Domenica è il giorno dell’attesissimo Palio, giunto alla 49ª edizione: sono iscritti i borghi Brina (colori bianco-rosso), Tuffo (giallo-blu), Torre (rosso-giallo), San Carlo (bianco-marrone), Airali (rosso-blu), Colline Magre (giallo-verde) e Principato di Moransengo (rosa-azzurro), unico comune ammesso alla tenzone.

Benedizione dei gonfaloni

La giornata inizia al mattino, con la benedizione dei gonfaloni durante la messa solenne delle 10.30. Attorno alle 15,30 prende il via il pregevole corteo storico con circa 500 figuranti in costumi d’epoca a rappresentare momenti ed episodi di storia cocconatese dell’epoca medievale. Cavalieri, dame, scudieri, armigeri, popolani, sbandieratori seguiranno il carroccio del Comune attraverso le vie del paese.

Il percorso naturale

Al termine del corteo si darà inizio alla corsa, disputata su un percorso naturale, ricoperto di segatura per proteggere gli animali: da piazza Giordano in salita si arriva alla centrale piazza Cavour e di qui, attraverso lo stretto budello di via Alfieri si torna, in discesa, alla zona di partenza. La corsa è suddivisa in due batterie di qualificazione, una di recupero e la finale. Al vincitore andrà il Palio, un drappo in raso dorato con le insegne dei Radicati che di anno in anno passa al borgo vincitore. All’ultimo arrivato la saracca (acciuga) che diventa occasione di far festa l’anno dopo, nella speranza che la sorte la affidi ad un altro borgo.

Gli asini solo incitati

Gli asini non sono cavalcati, ma semplicemente incitati alla corsa da sei palafrenieri per ciascuna compagine. La corsa si annuncia combattuta ed è impossibile fare previsioni su chi riuscirà a strappare il drappo alla Brina, vincitrice un po’ a sorpresa lo scorso anno. Dopo la corsa, la consegna del Palio e l’assegnazione dei premi per il mercatino medievale e la sfilata, sotto la Tettoia di piazza Giordano verrà distribuita la fumante polenta con salciccia e gorgonzola.

Un po’ di storia

Il Palio venne ideato nel 1970 dal farmacista Michelangelo Montanaro, di concerto con il ragionier Mirabelli della Pro loco, il sindaco Piero Bava, il veterinario Lorenzo Bo, indimenticabile primo Capitano, ed altri cocconatesi. Nel corso degli anni il corteo è stato progressivamente arricchito e curato anche nei minimi dettagli, eliminando, orologi, occhiali e quant’altro non esisteva sei secoli fa.
Oggi il Palio è la più conosciuta e importante manifestazione cocconatese, la cui fama varca i confini regionali, un mezzo per far conoscere il paese, un forte richiamo turistico.
Molto sentita dai cocconatesi, la corsa ragliante rappresenta, al di là di una sana rivalità borghigiana, un momento di aggregazione sociale, di unione e amicizia, di fare festa tutti assieme.

f.duretto@lanuovaprovincia.it

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