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Come si conquista il Monferrato con un’etichetta di vino

La semiotica, disciplina sempre più presente nelle strategie di vendita, attiva un processo emozionale che influisce su tutte le nostre scelte

Tour del Monferrato attraverso le etichette di vino

Questa settimana vi proponiamo un tour del Monferrato attraverso le etichette del vino, dimostrando quanto sia determinante la comunicazione. La semiotica, disciplina sempre più presente nelle strategie di vendita, attiva un processo emozionale che influisce su tutte le nostre scelte.
Al di là della legge e delle regole, l’etichetta, ma più in generale il packaging del vino, comunica molto più di quanto immaginiamo.

Il linguaggio del vino

Ogni vino ha bisogno di parlare la propria lingua per comunicare al consumatore, e lo fa da sempre: nel 79 A.C. si trattava di un linguaggio semplice, quello delle anfore, nel 1663 il Claret di Pontact è stato il primo a scrivere in bottiglia la propria provenienza, ma è solo successivamente che l’etichetta diventa un aspetto fondamentale del vino, portando con sé un senso ben definito. Ci aspettiamo che un’etichetta aderisca alle nostre aspettative, e con essa il packaging in generale: la bottiglia contiene un messaggio, così come la chiusura, la carta, l’inchiostro, il formato dell’etichetta, con i suoi elementi tipografici e visivi.

Come cambiano le etichette

Anche l’etichetta, come tutto il mondo del vino, sta vivendo cambiamenti enormi: da una parte, cambia il messaggio da comunicare, ad esempio con i vini naturali e rispettosi dell’ambiente che occupano sempre più spazio e poi i formati, pensiamo ai bag in box o addirittura le lattine!
La “firma, che molti produttori mettono in etichetta, vuole ad esempio sottolineare le radici storiche dell’azienda, così come è importante anche la gerarchia che il singolo produttore decide a quale aspetto dare un peso maggiore, c’è chi mette in rilievo il territorio, chi il nome dell’azienda, chi la denominazione. In Monferrato sono molti i produttori che utilizzano al meglio questo potente mezzo di comunicazione.
Pensiamo alla Tenuta Montalbera di Castagnole Monferrato che se da una parte è molto attenta all’utilizzo del naming allo stesso tempo è attenta alla tradizione con le grandi anfore che contengono Grignolino ben in mostra ai visitatori della cantina oppure la Tenuta Montemagno, simbolo di eleganza quasi aristocratica.

I nuovi marchi

Altri produttori che investono in nuove cantine abbinano nuovi marchi a quelli della casa madre, pensiamo alla Tenuta Garetto di Castelnuovo Calcea che in etichetta ora ritroviamo con la famosa mascherina dei Poderi Gagliardo di La Morra. Poi ci sono i giovani produttori, appassionati di design che stanno attirando su di sè l’attenzione di un pubblico attento all’immagine. Tra i casi più interessanti quello di Cascina Montariolo di Alfiano Natta che con la linea “Costanza”, “Diva” e “Nanà” si sta facendo riconoscere nei migliori ristoranti ed enoteche d’Italia. Ormai storiche sono le etichette dei vini “banditi e naturali” di Nadia Verrua “Cascina Tavijn” che grazie al grafico Gianluca Cannizzo sono diventate un vero e proprio must. Una linea moderna e accativante “Hosteria” anche quella di una new entry, la Bonzano Vini di Tenuta Mandoletta a Casale Monferrato. Altre etichette raccontano invece una storia d’amore per il Monferrato, quella dei Cinque Quinti di Cella Monte ne è un esempio che vi consigliamo di approfondire. Infine i cipressi dell’Art Park la Court della famiglia Chiarlo, un successo e un simbolo del made in italy nel mondo. Per approfondimenti e tour: info@sistemamonferrato.it

f.duretto@lanuovaprovincia.it

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