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Con una semplice mail si scrive al Tavolo del Dubbio di Asti

Grazie ad una mail i professionisti a contatto con le persone "fragili" potranno informare il Tavolo del Dubbio di Asti di un possibile caso di violenza o vessazione

Il Tavolo del Dubbio sui casi di violenza o vessazione

Il Tavolo del Dubbio, voluto dal Comune di Asti per rendere più agevole il confronto tra professionisti che si occupano, nel quotidiano, di persone fragili o non in grado di badare a se stesse (anziani, malati, bambini) ha attivato un nuovo strumento per essere contattato. Attraverso l’indirizzo di posta elettronica iltavolodeldubbio@comune.asti.it è possibile inoltrare una segnalazione, o raccontare una storia che potrebbe nascondere un caso di violenza, emarginazione grave, o altri fatti di rilevanza penale, tali da attivare i servizi sociali, la magistratura e le forze dell’ordine.

Una mail per chiedere di approfondire il caso

La mail non può essere usata da chiunque, ma solo da quei professionisti che, per lavoro, sono quotidianamente a contatto con le persone potenzialmente a rischio. Uno strumento pensato per insegnanti, allenatori sportivi, catechisti, operatori nel settore socio assistenziale, etc.. Sono loro i professionisti a contatto con i soggetti “deboli” che, prima di rivolgersi alle autorità competenti, hanno l’occasione, garantendo la privacy delle presunte vittime, di confrontarsi con altri specialisti. Se un alunno problematico richiede alla scuola di andare oltre le apparenze, se una donna, magari non più giovane, non riesce a chiarire uno stato di maltrattamento, se dietro ad affetti e premure si cela un calcolato raggiro, anche dubitare può rivelarsi benefico. Ma poiché difficilmente le vittime riescono ad avere la forza di denunciare eventuali soprusi, ecco che chi ha contatti con loro può avvalersi del Tavolo del Dubbio per avviare un primo confronto sul caso.

Il Tavolo è stato ufficializzato in Giunta

La Giunta Rasero ha deliberato formalmente l’istituzione di questo Tavolo che potrà ospitare domande e questioni da parte degli operatori e favorire con l’apporto di magistrati e di forze dell’ordine, notai, medici, insegnanti assistenti sociali, la discussione e la disamina in un confronto plurale.

«E’ la qualifica di incaricato di pubblico servizio a contemplare quel potere discrezionale, che poggiando su valutazione e pensiero, rende il dubbio non solo legittimo, ma già significativo di cura in vista delle soluzioni più appropriate» commenta l’assessore Mariangela Cotto.

Le mail giunte al Tavolo del Dubbio saranno lette solo da personale autorizzato dell’assessorato alle politiche sociali.

r.santagati@lanuovaprovincia.it

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