La Nuova Provincia > Attualità > “Quando facevo la bulla non ero me stessa”
Attualità Asti -

“Quando facevo la bulla non ero me stessa”

Perché si diventa bulli o vittime: le testimonianze di due ragazze astigiane

«Quella bulla non ero io»

«Mentre mostravo di essere cattiva, le gambe e la voce mi tremavano, perché io non ero cattiva. La scelta era sottomettere o farsi sottomettere». Voce commossa, occhi lucidi per l’emozione, ma nonostante tutto un grande coraggio. Queste è Nerma, una giovane ragazza che nel secondo convegno dedicato al bullismo, svoltosi giovedì all’Informagiovani, ha avuto il coraggio di raccontare la sua storia, fatta di solitudine, rabbia e paura.

Nerma ha dichiarato di essere stata vittima di bullismo da piccola, veniva isolata da tutti e persino picchiata. Crescendo, il suo atteggiamento cambia e per non rivivere le sofferenze del passato diventa forte e aggressiva con i suoi coetanei. Tuttavia la sua è solo una maschera per non apparire debole agli occhi degli altri, infatti nella lettera pronunciata pubblicamente afferma «anche da bulla avevo paura».

Lo sportello d’ascolto al Castigliano

Oggi Nerma è una ragazza forte, che ha capito la gravità delle sue azioni e impegna il suo tempo aiutando coloro che, come lei, hanno subito violenze, fornendo loro un grande supporto psicologico attraverso lo sportello dell’I.I.S A.Castigliano. Questo progetto è stato presentato durante il convegno dalla docente dell’istituto Roberta Borgnino, che a partire dall’anno scolastico 2002/2003 ha collaborato insieme agli studenti affinché nascesse uno spazio all’interno della scuola cogestito e finalizzato a rispondere alle esigenze di chi è scarsamente motivato, di chi è straniero, di chi ha difficoltà ad inserirsi nel gruppo e di chi subisce atti di bullismo. Anche Samira, così come Nerma, è parte di questo sportello d’ascolto, perché anche lei conosce la sofferenza da vicino. Samira ha 20 anni e ha emozionato tutti i presenti con una sua lettera dal titolo “12 anni e stanca di vivere”.

«Volevo distruggere me stessa»

La ragazza ha raccontato con parole molto toccanti come la sua vita sia precipitata mentre frequentava la scuola media; ha iniziato ad odiare se stessa e il suo corpo, pensando che se gli altri la trattavano male fosse unicamente colpa sua. Tutto ciò l’ha portata a praticare atti di autolesionismo per alleviare la sofferenza: «Volevo distruggere quello che ero diventata, ma poco a poco» ha letto con voce tremolante. Nonostante il dolore, anche la sua è una storia con un bel lieto fine perché Samira durante l’evento si è presentata come una donna matura e forte, che non rimpiange il giorno in cui ha deciso di chiamare il numero azzurro per riprendere in mano la sua vita. La dottoressa Gloria Fasano, psicologa dell’Unicef, ha spiegato ai presenti da dove e come possono nascere i fenomeni di bullismo, legati principalmente ad un problema di identità e alla mancanza di risposte alla domanda “chi sono io?”.

All’evento hanno partecipato anche Fabrizio Brignolo, ex allievo dell’istituto castigliano e oggi impegnato nel mondo dello spettacolo, l’associazione Manicolorate, gli agenti della polizia postale, che hanno intrattenuto un discorso sul cyberbullismo e l’assessore alle politiche giovanili del Comune di Asti, Elisa Pietragalla.

Denise Recchiuto

r.santagati@lanuovaprovincia.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente