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Femminicidio: al CPIA il ricordo delle donne uccise

Si è approfondito l’argomento con testimonianze e letture dedicate al tema. Sui banchi degli iscritti sono state posate delle scarpe rosse in segno di ricordo delle donne vittime di violenza e delitti

Venerdì 25 novembre, giornata nella quale sono state ricordate le donne vittime di femminicidio, è stata celebrata anche al CPIA (Centro per l’istruzione degli adulti) di piazza Leonardo da Vinci dalla classe multiculturale del corso serale delle medie alla presenza della Vice Preside Giusy Pavone. Dopo una trattazione dell’argomento svolta dalla docente di Lettere Piera Medico, i corsisti hanno proposto un percorso di riflessione di grande valore simbolico.

Partendo dal fatto che il termine “femminicidio” sino al 2014 non compariva nei principali dizionari italiani (essendo presente solo il vocabolo più generico di “omicidio” da “homo”-uomo), Francesca Mezzano, Lucia e Lino Freschi del Gruppo “Voci di Poesia”, hanno letto, con una grande interiorizzazione, brani estremamente significativi scritti da S. Dandini e M.Serri.

Blessing Ufa, studentessa dell’insegnante Floriana Basso, ha cantato un gospel di ringraziamento per essere sfuggita alla morte.

Su tutti i banchi sono state poste delle scarpe rosse e la cattedra è diventata un “luogo” su cui , secondo le diverse religioni e tradizioni dei corsisti, sono stati rievocati riti del ricordo perpetuato nei confronti dei defunti, in questa particolare situazione donne. Dai ceri e fiori del cattolicesimo europeo al pane in uso presso i cristiani ortodossi russofoni, dalle pietre usate dall’ebraismo e dai nomadi delle steppe al dolce a forma di donna per le culture dell’America Centrale, dai petali nell’acqua per il buddismo, sino all’incenso davanti alle teche con le ceneri della defunta nell’induismo.

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