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Fronte unito dei sindaci: “Vogliamo risposte sul futuro della sanità astigiana”

L’Astigiano chiede risposte a Regione Piemonte e ASL sul fronte sanità e lo fa per voce congiunta.

I sindaci uniti chiedono chiarimenti sulla sanità

L’Astigiano chiede risposte a Regione Piemonte e ASL sul fronte sanità. E lo fa per voce congiunta dei sindaci Simone Nosenzo (Nizza Monferrato), Marco Gabusi (Canelli), Fabio Isnardi (Calamandrana) e Maurizio Rasero (Asti). A monte, una richiesta di colloquio con l’assessore regionale Antonio Saitta priva di riscontro. «Il 10 dicembre come Conferenza dei Sindaci dell’ASL Asti abbiamo chiesto all’Assessorato alla Sanità regionale un incontro d’urgenza sul tema dei trasporti urgenza nella nostra ASL. L’obiettivo era poter discutere prima della chiusura del bando, il 17 dicembre, perché siamo convinti che la nostra provincia, lo dimostra un semplice grafico, non sia sufficientemente servita».

“L’assessore Saitta non ci ha ricevuti”

A 30 giorni dalla mancata replica, la scelta di convocare una conferenza stampa. Chiarisce Nosenzo: «Oltre a non aver ottenuto un appuntamento, fatto molto grave, sappiamo dai cittadini che la situazione al presidio nicese Santo Spirito va incontro a costanti cali di servizio». Questo a fianco della vicenda nota del cantiere in regione Boidi destinato a diventare il presidio Valle Belbo, attualmente fermo, pur con ripetute comunicazioni sulla presenza delle risorse. Gabusi prosegue: «Al momento, per un giorno la settimana, gli interventi del Santo Spirito vengono spostati su Asti e i 30 posti letto CAVS non hanno più la presenza continua di medici ospedalieri. Mentre l’ortopedico è presente un giorno e mezzo la settimana, facendo sì che il punto di primo intervento sia depotenziato e gli utenti vadano a intasare il Cardinal Massaia di Asti».

Nosenzo: “non vorremmo ci tagliassero dei servizi”

Il timore di Nosenzo riguarda un depotenziamento che rischi di arrivare al taglio dei servizi: «Abbiamo visto più volte, in questi anni, interventi di ottimizzazione che portavano al calo del numero degli utenti. Per poi, di conseguenza, tagliare i servizi dicendo che i numeri non erano sufficienti». Il ragionamento del quartetto di sindaci è di sistema, come sottolinea Isnardi: «L’impressione è che il disegno politico, in linea generale, privilegi sempre le realtà di maggiori dimensioni. Così noi, che abbiamo meno abitanti, finiamo per essere sempre gli ultimi. Vogliamo far capire che non è accettabile lasciare mezza provincia di Asti totalmente sprovvista sul fronte sanitario».

Rasero: “No all’intero territorio sul Cardinal Massaia”

Una posizione condivisa da Rasero: «Certo il cittadino di Asti può godere in apparenza di una posizione privilegiata. Ma avere l’intero territorio della provincia concentrato sul Cardinal Massaia significa un aumento di code e disservizi, uno svantaggio per tutti». Il Sindaco di Asti si lascia andare a una frecciata: «Spiace, tra l’altro, vedere che certe figure dirigenziali, in ambito sanitario, siano solo di transito, come se il nostro territorio fosse di scarsa rilevanza». Ed è infine Gabusi a concludere: «Fin da ottobre abbiamo cercato di risolvere il problema all’interno, senza clamori. Ma ora, in assenza di confronto, abbiamo bisogno che Saitta ci spieghi cosa ha in mente per la sanità astigiana e cosa manca a questa provincia, per avere la stessa dignità delle province vicine».

f.duretto@lanuovaprovincia.it

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