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Giorgio Ferrero: «La Banca della Terra è la parte migliore della nuova legge»

Perchè consentirà di recuperare i terreni incolti e di avvicinare molti giovani al futuro nei campi

Intervista all’assessore regionale all’agricoltura Giorgio Ferrero sul riordino delle leggi che riguardavano il settore.

Come si è arrivati alla nuova legge regionale sull’agricoltura e a partire da quale esigenza?

Si è trattato di un lavoro che arriva da lontano, snello nell’ultima parte ma grazie a un percorso molto lungo a monte. Per 2 anni la struttura dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura ha lavorato alacremente, dialogando con le parti sociali. L’approvazione in consiglio regionale, al termine del percorso, non ha avuto nessun voto contrario. Serviva uno strumento agile e penso sarà molto utile per chi opera sul territorio.

Tra gli elementi inseriti, c’è qualche novità di cui va particolarmente fiero?

Senz’altro la “Banca della Terra”. Finalmente è possibile affrontare la questione dei terreni incolti e di quelli silenti. Per gli agricoltori quegli appezzamenti abbandonati sono inutili, e rischiano di essere addirittura dannosi. Non sarà toccata la proprietà dei beni, ma renderà possibile per gli agricoltori che ne faranno richiesta un utilizzo di quei terreni, che sarà di conseguenza fatto a beneficio dell’intera comunità. Apre insomma prospettive di miglioramenti anche economici.

Riguardo alla nostra zona del sud Piemonte, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e di crescente attrattiva per i turisti, in che modo la nuova legge regionale può favorire questa situazione?

Come dicevo, affrontare la questione degli incolti e delle zone a gerbido può contribuire a preservare il paesaggio. Gli stessi giovani che desiderano insediarsi, ora hanno uno strumento in più per intervenire.

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