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Gli stalker più crudeli (ed astuti) sono i “colletti bianchi”

Un reato in crescita, che interessa molte persone, tra vittime e carnefici. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Marco Dapino, specializzato nel difendere gli imputati (e molte vittime)

Minacce ed insulti scritti con lo spray indelebile sull’asfalto, sui cassonetti dell’immondizia, agli stop degli incroci e biglietti sui cartelli stradali di tutto il piccolo paese in cui la donna di cui si era invaghito (non ricambiato) viveva. E’ l’operato di uno dei tanti imputati per stalking che l’avvocato Marco Dapino e il suo studio hanno difeso nel corso di questi anni. Insieme a numerose vittime che di quei comportamenti subiscono le conseguenze e ne chiedono giustizia.

Sono molti i casi di violenza e maltrattamenti nell’ambito della cerchia di famigliari, amici, colleghi che lo studio Dapino ha trattato e questo consente di fare alcune riflessioni su come sia cambiato questo particolare tipo di reato.

Ne parliamo con Marco Dapino.

Come si lavora dalla parte delle vittime?

Le situazioni e le storie di chi subisce violenze e maltrattamenti sono molto omogenee e quasi tutte presentano gli stessi tratti di comportamenti oppressivi, persecutori, violenti, con telefonate, appostamenti, demolizione dell’immagine della vittima in tutti i suoi ambiti quando non si arriva alla violenza fisica.

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Daniela Peira

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