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I vini astigiani oggetto di desiderio dei winelovers

I mercati esteri vogliono bere vini del Monferrato, la stampa internazionale ci identifica come terra di eccellenza e le guide del vino premiano i nostri produttori

Vini astigiani “oggetto del desiderio”

«Siamo un territorio del vino riconoscibile. I mercati esteri vogliono bere vini del Monferrato, la stampa internazionale ci identifica come terra di eccellenza e le guide del vino premiano i nostri produttori». Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, traccia il bilancio di un 2018 pieno e soddisfacente.

Le attività del Consorzio

Oggi il Consorzio progetta le sue attività su più livelli. Fiere internazionali come il “Prowein” di Düsseldorf, il “Vinitaly” di Verona, il “Salone del Gusto” di Torino e appuntamenti nazionali come “Vinum”, “Golosaria”, “Golosaria Monferrato”, “The Circle Merano Wine Festival” e la “Douja d’Or”. Appuntamenti che in un anno hanno messo al centro i vini tutelati dal Consorzio. Dalla Barbera d’Asti Docg, ambasciatrice del territorio, al Ruché Docg simbolo con il Grignolino di quei vitigni piemontesi che rendono il Monferrato una delle aree produttive al mondo con più vini autoctoni.

Il cambio di passo

Il 2018 è stato anche l’anno del cambio di passo. Un anno incentrato sulla promozione e la comunicazione con 11 educational, gli incontri dedicati agli addetti ai lavori sia in Italia che all’estero.
Il Consorzio ha inoltre instaurato un rapporto diretto con la stampa internazionale. L’ultimo appuntamento dell’anno, l’incoming “Moscato e Barbera Experience”, ha coinvolto più di 100 giornalisti internazionali in un tour di tre giorni per far scoprire e degustare i vini del Monferrato.

Comunicazione internazionale

«Il nostro obiettivo è la comunicazione internazionale – prosegue Filippo Mobrici – La presenza sui mercati è importante, ma dobbiamo arrivare al consumatore finale. Oggi la qualità del prodotto è ai massimi storici. Abbiamo vini premiati ad ogni livello.
Produzioni che mettono al centro il territorio ed il consumatore. Oggi tutto questo deve diventare l’oggetto del desiderio di un winelovers cinese e americano, italiano ed europeo. Con la “Barbera Experience” abbiamo messo al centro le nostre Doc e Docg. La stampa internazionale ne ha percepito tanto la qualità quanto l’unicità».

f.duretto@lanuovaprovincia.it

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