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Il significato del Capodanno tra storia, leggende e usanze antiche

E' una festa che si perde tra i riti pagani, come quelli celebrati nel II millennio a.C. In Mesopotamia, in onore di Marduk, il dio dell'ordine

Capodanno e le sue usanze antiche

L’atmosfera magica del Natale lascia il passo agli ultimi giorni di un anno ormai vecchio. I mass media riassumono gli avvenimenti salienti, le persone ripercorrono, con la mente, i momenti felici e spensierati o tristi, tutti guardiamo al futuro con speranza, pronti ad accogliere tra cenoni e brindisi con calici di Moscato d’Asti il 2019.

Tra storia e curiosità

Storia e curiosità del Capodanno: è una festa che si perde tra i riti pagani, come quelli celebrati nel II millennio a.C. In Mesopotamia, in onore di Marduk, il dio dell’ordine. Costui, dopo aver ceduto il potere, per undici giorni, a Tiamas la dea del caos, faceva terminare il frastuono e il disordine, che tra abbondanti libagioni e licenze amorose, permettevano persino agli schiavi di insultare i padroni. Il Capodanno, in Mesopotamia, celebrato con la luna nuova dopo l’equinozio di primavera, significava la fine del gelo invernale.
Gli Egizi facevano coincidere l’inizio di un nuovo anno verso il 20 giugno, con l’arrivo a Menphi della piena del Nilo con il suo fertile humus.
Per i Romani, era fissato con la festa di Giano, divinità pagana da cui deriva il nome del mese di gennaio ma la data era “ballerina” ponendosi tra gennaio e marzo.

I diversi significati

In un frenetico rincorrersi di date e significati, il Capodanno è sempre stato festeggiato. I Celti la notte di Halloween; i Bizantini il 1° settembre; gli Inglesi il 25 marzo (sino al 1752); il giorno di Natale nella cattolica Spagna (sino al 1600); in Francia, sino alla fine dell’Ottocento, coincideva con la domenica di Pasqua. In Italia, in epoca fascista, si è tentato, senza alcun esito, di festeggiarlo il 28 ottobre, giorno della marcia su Roma.
Solo con l’avvento del calendario Gregoriano e il successivo intervento, nel 1691, del papa Innocenzo XII, il Capodanno per la cristianità venne stabilito come giorno definitivo il 1° gennaio.

Perché sparare i botti?

Perché sparare “botti” o indossare qualcosa di rosso la notte tra san Silvestro e Capodanno? L’origine risale ai cinesi per spaventare il dio Niàn, un’orrida bestia mangiatrice di persone. Senza dimenticare che il rosso è anche il colore del matrimonio e, per gli antichi Romani, il simbolo del potere, della salute, della felicità.

Perché buttare oggetti vecchi?

Perché buttare dalla finestra, incivile usanza, oggetti vecchi? Per liberarci dalle negatività.
Mangiare lenticchie, chicchi d’uva, mandorle può portarci ricchezza e fecondità, mangiare il melograno simboleggia la fedeltà coniugale.
Chi è meglio incontrare dopo lo scoccare della mezzanotte? Un vecchio o un gobbo, metafora di lunga vita. Da evitare, preti e suore. Un Capodanno senza un pizzico di sana e gaudente follia, che inizio d’anno è?

f.duretto@lanuovaprovincia.it

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