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La “Passiùn” a Castagnole Monferrato

Giovedì 29 marzo torna la rappresentazione che sarà dedicata a Luciano Nattino, recentemente scomparso, che l'aveva ideata

La rappresentazione

«Dopo la scomparsa di Luciano Nattino, ideatore e regista della Passione di Castagnole Monferrato, vorrei parlare di povertà e di meraviglia, dedicando l’edizione di quest’anno all’infanzia, intesa come età dello sguardo».
Così Antonio Catalano annuncia la rappresentazione da lui diretta, la “Passiùn di Gesù Crist – Meraviglia e povertà” ideata dal regista e scrittore Luciano Nattino, scomparso lo scorso novembre all’età di 68 anni. Rappresentazione, organizzata da Massimo Barbero, in programma giovedì 29 marzo a Castagnole Monferrato. Alle 21 fiaccole, tarabacole, fruste e canne percorreranno il centro storico del paese (piazza Statuto, via d’la Miraja e cortile dell’Ex Asilo Infantile Regina Elena) portate da giovani, uomini, donne e bambini della comunità, artisti e gruppi folkloristici e di strada, credenti e non.
Una sedicesima edizione che Antonio Catalano ha scelto di dedicare appunto a Luciano Nattino, ponendo lo sguardo sull’infanzia, intesa come età dello sguardo. «Il “pezzo di legno” che rappresenta Gesù – spiega Catalano – verrà portato in processione nel meraviglioso cortile dell’ex-asilo: i viandanti vi ritroveranno una fragile giostra, realizzata con materiali poveri, sulla quale si parlerà dell’importanza e della modernità della meraviglia, cuore della creazione. Passione quindi non nell’accezione di sofferenza, ma come sentimento intenso di trasformazione dell’animo causata da una forte emozione. I testi letti e rappresentati – aggiunge – proporranno temi di meditazione intorno alla Passione di Gesù aperti a credenti a non credenti: il tutto attraverso l’elaborazione di un teatro che non vuole essere spettacolo, ma incontro comunitario».

Un’antica tradizione

Il canto della Passiùn, un tempo, era eseguito durante la Settimana Santa dai giovani che andavano di casa in casa, portando una croce di canna e chiedendo uova, vino, dolci e monete. La versione di Castagnole Monferrato risulta uguale, con poche varianti, a una redazione provenzale risalente tra fine ’400 e inizio ’500. Il canto è accompagnato da suoni/rumori affidati a cantarane, «tarabacule», «ciapilau» e altri strumenti del tempo delle tenebre, la Passione vera e propria. Il canto della Passiùn parla di scontri celesti nel momento del sacrificio di Cristo e di eventi cosmici straordinari che portano alle tenebre. Viene ripresa anche la tradizione dei manigoldi, i carnefici di Cristo, che un tempo, secondo testimonianze di anziani castagnolesi e ritrovamenti, erano collocati, in forma di sagome artistiche, in chiesa durante la Settimana Santa attorno alla Croce deposta a terra e, in epoche anteriori, erano interpretati da persone del posto insultati dagli altri abitanti. Un enorme lenzuolo sarà infine portato da donne e bambini, simbolo di tutti i lenzuoli che oggi ricoprono i corpi martoriati da violenze, crimini, stragi naturali.

I protagonisti

Ha assicurato la sua presenza, come nelle passate edizioni, il vescovo Francesco Ravinale. Il cristo/albero è opera dell’artista tedesco Hans Jurgen Vogel ed è gentilmente concesso dalla Scarampi Foundation. Protagonisti dell’evento il Teatro degli Acerbi, j’Arliquato, il Coro del Duomo di Asti.

m. b.

e.ferrando@lanuovaprovincia.it

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