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Lavori per 40mila euro al campo rom. Coppo: «Ma risparmieremo sulla luce»

Via libera dal Consiglio ad un investimento da 40mila euro per sistemare le colonnine elettriche al campo rom così che si allaccino i contatori singoli, ma è querelle con l'opposizione

40mila euro per rifare gli impianti elettrici

«L’anno scorso il Comune ha speso 75.000 euro per pagare l’energia elettrica al campo dei rom; con lo stanziamento di 40.000 euro predisporremo dodici colonnine elettriche e gli allacci per i contatori indipendenti che le famiglie potranno decidere di installare siglando un regolare contratto con il gestore della rete.

Dal canto nostro continueremo a garantire l’elettricità nelle parti comuni e nei bagni». Così il vice sindaco Marcello Coppo (Fratelli d’Italia) risponde alle accuse mosse in Consiglio, ma anche fuori, contro la decisione di spendere nei campi nomadi una rilevante somma di denaro. La decisione è stata ribadita in aula durante la pratica sulla variazione di bilancio e approvata con i voti della maggioranza. L’amministrazione Rasero aveva già fatto sapere di essere intenzionata a pagare alcuni lavori al campo nomadi propedeutici a una più corretta gestione delle aree. «Se non spendessimo 40.000 euro per mettere le colonnine ne spenderemmo comunque 75.000 o più per dare corrente a tutto il campo rom. Fino a oggi nessuno ha mai provato ad analizzare la situazione nell’ottica di abbassare i costi: a suo tempo fu l’ex assessore Angela Quaglia (oggi consigliera di minoranza ndr) a creare il problema dei rom ad Asti, mentre la sinistra ebbe la brillante idea di raddoppiare i campi in via Guerra». Insomma, per il vice sindaco, l’amministrazione starebbe mettendo ordine in una sorta di pasticciaccio nato tanti anni fa.

Quaglia: “E’ solo fumo negli occhi”

Ma Angela Quaglia, che in Consiglio ha criticato duramente le politiche sui campi nomadi volute dall’attuale sindaco e dal suo vice Coppo, rimanda al mittente l’accusa di essere stata la causa del problema. «Coppo non sa quello che dice o pensa di essere ancora in campagna elettorale. I rom ad Asti c’erano già prima del mio arrivo in Giunta e io stessa mi ritrovai a gestire la presenza dei rom quando si trovavano già in via Guerra, vicino ai sinti e con gravi problemi di convivenza. Nel 2004, con l’amministrazione di centrosinistra, furono spostati a Pomenzone nell’attuale sito; quindi non ho portato io rom ad Asti». Quaglia, sia in aula che ricontattata al telefono, ha criticato la scelta di «investire 40.000 euro nel campo nomadi il quale, stando ai proclami del vice sindaco Coppo durante la campagna elettorale, doveva essere chiuso una volta per tutte, ma evidentemente quei proclami erano solo fumo negli occhi».

Il viaggio nel campo “dantesco”

Qualche giorno fa i consiglieri di minoranza Quaglia, Beppe Passarino (Uniti si può) e Beppe Rovera (Ambiente Asti) hanno effettuato un sopralluogo (vedi video) in via Guerra trovando una situazione che la consigliera definisce «da girone dantesco». «Anziché spendere soldi in un campo che Coppo ha annunciato di voler chiudere, in maniera molto ottimistica entro due anni, perché non vanno dai rom a dire loro di differenziare tutta l’immondizia accatastata lì davanti? Oppure perché non intimano ai vari proprietari di casa lungo il fiume, tra cui famiglie di sinti, di abbattere le abitazioni abusive? Sono decisioni che si possono fare facilmente nell’ottica, come sostenuto più volte da Coppo, di ripristinare la legalità».

Con che occhi, con che cuore, con che testa dobbiamo guardare ai confini della città?"I sacchi neri gonfi e strappati, le collinette di detriti, i resti di ogni sorta di elettrodomestici, gli ammassi di legno, ferro, plastiche, i chiodi arrugginiti sparsi a centinaia, ovunque: lo scenario che si disegna imboccando la strada dei campi nomadi, alla periferia di Asti, è inferno e follia, discarica e miseria, umanità e rottami. I rifiuti costeggiano le strade fatte di buche, fanno capolino tra la vegetazione del rio, fino ad emergere in imponenti formazioni maleodoranti e sgraziate. È il regno della bruttezza. "Beppe Rovera

Publiée par Cristina Fasolis sur jeudi 24 mai 2018

Si attende il nuovo regolamento

Sulla vicenda pende ancora la discussione del nuovo regolamento dei campi nomadi che dovrà essere approvato entro la metà di giugno e che, sostiene il vice sindaco, darà nuove regole ai residenti e la possibilità di allontanare le famiglie in caso di violazioni. «Altro fumo negli occhi – replica Quaglia – perché le regole già ci sono, ma bisogna farle rispettare. Coppo dovrebbe iniziare a sgomberare già ora il campo nomadi, ma anche la data di chiusura ipotizzata, 31 maggio 2020, è solo propaganda. Con quei 40mila euro abbiamo chiesto, tramite odg, di rifare la segnaletica in alcune vie e in piazza del Palio, ma non hanno voluto ascoltarci. Mi chiedo se i cittadini siano d’accordo con questa scelta».

Riccardo Santagati

r.santagati@lanuovaprovincia.it

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