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Lezioni di chitarra sotto le bombe della Siria

A tenere il corso ai ragazzi è don Mario Montanaro che rimarrà ad Aleppo fino alla Domenica delle Palme

Lezioni di musica in parrocchia

Belli, giovani, dal sorriso spontaneo. Sette ragazzi con la chitarra che abbracciano il loro “Don”. Potrebbe sembrare la fotografia, o più comunemente un selfie come tanti,  scattato all’interno di un oratorio qualunque, in un sabato pomeriggio come un altro. Invece non è così perché questi ragazzi sono siriani e l’oratorio non si trova in una sonnacchiosa parrocchia di provincia italiana ma ad Aleppo, in Siria, dove in sottofondo si sentono cadere le bombe e i bambini muoiono per le strade. Ad essere italiano è il parroco, Don Mario Montanaro, 50 anni, di Nizza Monferrato, impegnato da alcuni mesi a portare supporto e sollievo alla popolazione stremata dalla guerra, sia cristiana che musulmana, indipendentemente dalla fede e dal credo politico.

Adolescenti in cerca di “normalità”

Nell’ ultima settimana a questo intrepido sacerdote, che in Piemonte è parroco a Cairo Montenotte, è venuta l’idea di regalare qualche momento di “normalità” ad un gruppo di adolescenti siriani, coinvolgendoli in lezioni di chitarra. «Ho pensato di insegnare la musica là dove si sta insegnando ai giovani ad imbracciare un fucile – spiega Don Mario – Spero di poter offrire a questi ragazzi uno strumento in più per andare oltre l’orrore di questa guerra che sembra non aver fine e che si sta nuovamente inasprendo».

Donate le chitarre

Le lezioni di musica sono rese possibili grazie alla collaborazione tra la Chiesa Caldea di Aleppo e la Diocesi di Acqui Terme attraverso un progetto della Caritas mentre le chitarre sono state acquistate con un contributo della Fondazione Bormioli di Cairo Montenotte. Nel frattempo, Don Mario proseguirà il suo impegno in Siria fino alla Domenica delle Palme anche se il progetto proseguirà coinvolgendo musicisti siriani e, si spera in futuro, anche stranieri. Sempre però che la situazione non precipiti.

Un paese ancora in guerra

Le notizie che arrivano dalla Siria non sono rassicuranti  e lo stesso Don Mario spiega attraverso i messaggi che invia da face book la pericolosità del momento: a 50 km da Aleppo i turchi stanno bombardando la città curda di Afrin e per la prima volta in modo diretto l’esercito siriano. A Damasco i ribelli stanno bombardando il Ghouta mentre il governo bombarda il quartiere in mano ai ribelli. Salgono così a circa 300 i civili uccisi da domenica.

In Siria i ragazzi vengono arruolati con la forza

«Forse queste lezioni di musica non salveranno il mondo e sicuramente le priorità per i siriani sono altre, eppure sono convinto che riportando la bellezza nei loro cuori si possa donare a questi giovani qualcosa di prezioso: la speranza» spiega Don Mario, il quale aggiunge: «A ogni nota imparata costruiamo un ponte di pace e di amicizia». Ma anche un momento di svago in un paese, come la Siria, dove non è facile essere giovani. Qui, infatti, l’esercito regolare arruola tutti i ragazzi di leva obbligatoria, dai 18 anni in su mentre i ribelli prendono chiunque offrendo soldi o costringendo le famiglie con ricatti e minacce. Il che spiega siano soprattutto i più giovani a lasciare la Siria e a cercare fortuna all’ estero.

Lucia Pignari

lucia.pignari@gmail.com

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