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Monsignor Marco Prastaro è il nuovo vescovo di Asti

Cattedrale gremita, oggi, per la celebrazione di ordinazione episcopale e ingresso in diocesi del successore di Francesco Ravinale

Marco Prastaro vescovo di Asti

La Diocesi di Asti ha un nuovo vescovo. Oggi (domenica), in una Cattedrale gremita, si è infatti tenuta la celebrazione di ordinazione episcopale e ingresso in diocesi di monsignor Marco Prastaro, chiamato a guidare la Chiesa astigiana al posto di monsignor Francesco Ravinale che, dopo essere stato a capo della Diocesi per 18 anni, ha raggiunto i previsti limiti di età.

Don Marco Prastaro è stato accolto in Duomo – dove erano presenti, oltre ai fedeli, numerose autorità e diversi suoi familiari – da don Marco Andina, vicario generale della Diocesi, e da don Paolo Carrer, parroco della Cattedrale. Sugli scalini del portone principale è stato quindi salutato dal sindaco Maurizio Rasero: “Il buon Dio – ha affermato il primo cittadino – l’ha mandata a fare un pezzo di cammino insieme a noi. Ho quindi il dovere, oltre che il piacere, di dimostrare il calore e l’affetto degli Astigiani. Benvenuto!”.
Poi, acccompagnato da un lungo applauso, don Prastaro ha raggiunto il presbiterio. Massiccia la presenza di religiosi (circa 80) delle diocesi che hanno avuto – e hanno – un ruolo significativo nel suo servizio sacerdotale: ovvero cardinali, vescovi e sacerdoti da Torino (città a cui proviene, anche se è di origini toscane), da Asti e poi dal Kenya, dove è stato missionario per 12 anni. Tra loro, i tre vescovi che hanno avuto il compito di effettuare l’ordinazione episcopale: monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino; monsignor Francesco Ravinale, oggi in veste di amministratore apostolico della Diocesi di Asti; e monsignor Virgilio Pante, vescovo della diocesi di Maralal (Kenya) in cui Prastaro ha prestato servizio come sacerdote fidei donum.

Il saluto agli Astigiani

Al termine della lunga funzione, monsignor Prastaro ha rivolto le sue prime parole agli Astigiani, tra ringraziamenti e saluti. “Ringrazio il Signore – ha esordito – che mi ha scelto per questo servizio. Per me questa scelta è un mistero, perché ritengo ci siano altri migliori di me. Sono spaventato ma anche certo che il Signore mi proteggerà e voi mi sosterrete”.
Poi, con riferimento al brano del Vangelo del giorno, ha ricordato che sarà “il servo dellla Diocesi di Asti e voi, popolo eletto e santo, i miei padroni. Cercherò quindi di essere benevolo e generoso, donandovi quello che sono, con i miei pregi e  difetti”. E poi, rivolgendosi al clero astigiano: “Saluto tutto i sacerdoti, i diaconi e i religiosi della Diocesi di Asti. Ricordo che sono nuovo del mestiere, nemmeno da piccolo facevo finta di esserlo. Mia sorella mi ha ricordato che da bambini giocavamo alla messa, con le patatine al posto delle ostie, ma al piccolo vescovo non ho mai giocato”.
Tra i saluti, anche quello al suo predecessore, monsignor Francesco Ravinale, accompagnato da un lungo applauso.

 

 

 

e.ferrando@lanuovaprovincia.it

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