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Nomadi: nessuna domanda per restare nei campi di Asti

Scaduti i termini previsti dal nuovo Regolamento, nessuno dei nomadi ha presentato la richiesta di occupazione della piazzola

Termini scaduti, zero domande presentate

Dal 20 agosto hanno avuto 60 giorni di tempo per presentare la domanda di assegnazione delle piazzole nei campi di Asti, ma nessuno dei nomadi ha firmato i documenti, già precompilati, che il Comune aveva dato loro. Così, di fatto, nessuna famiglia nomade, né di via Guerra, né di Vallarone, ha chiesto al Comune di ottenere l’assegnazione dell’area già occupata, come invece prevede il nuovo Regolamento di gestione.

Va da sé, che, essendo decadute tutte le precedenti assegnazioni e non avendo fatto alcuna richiesta per ottenere il permesso a restare, i nomadi di Asti diventano “occupanti senza titolo” di un’area pubblica e questo porterà inevitabilmente a cambiare l’approccio di gestione dei campi nell’immediato futuro.

Era stato chiesto di pagare i debiti pregressi

Secondo quanto indicato dal nuovo Regolamento, che è stato scritto dopo un lungo e articolato confronto tra Comune e Prefettura, approvato dopo una votazione in Consiglio comunale e condiviso anche con gli abitanti dei campi nomadi, tutti i maggiorenni di un dato nucleo avrebbero dovuto firmare l’impegno a pagare i debiti pregressi e quelli futuri, condizione indispensabile per ottenere il diritto di restare al loro posto.

Un’autorizzazione annuale, rinnovabile al massimo per un secondo anno, in vista dell’annunciata chiusura del servizio campi nomadi entro il 202o.

“Prendiamo atto che nessuno ha chiesto di restare”

“Ovvio che se si chiede il pagamento dei debiti pregressi e quelli futuri a tutti i maggiorenni del nucleo familiare può succedere che qualcuno non si voglia impegnare a pagarli – commenta il vice sindaco di Fratelli d’Italia Marcello Coppo – Ora, di fatto, scatta quella che in termini legati viene chiamata occupazione senza titolo. Non avendo ricevuto nessuna domanda, secondo i termini del nuovo Regolamento, prendiamo atto della loro volontà e inizieremo con gli uffici la seconda fase del percorso di chiusura dei campi”.

Coppo ha già sottolineato, però, di non aver nessuna intenzione “di riaprire i termini per le richieste perché erano stati indicati chiaramente e gli interessati avrebbero dovuto rispettarli, come succede quando a tutti gli altri cittadini si pongono dei termini fiscali o burocratici”.

r.santagati@lanuovaprovincia.it

Un Commento

  • Dragonamek ha detto:

    Ma buttateli fuori, e x i debiti???pignorateli tutto l oro che hanno e vedete come si azzerano. Poi pero’ date il vieto di avvicinarsi in Asti e provincia.

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