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Ravinale sull’Oasi: «La vendiamo ora o mai più»

Il vescovo di Asti Francesco Ravinale rompe gli indugi e convoca i giornalisti per rispondere alle numerose questioni, e molto critiche, sull’operazione immobiliare che vede la Curia interessata a vendere l’Oasi dell’Immacolata ad una società intenzionata a costruire un supermercato

«Come Diocesi non intendiamo costruire un supermercato, ma solo procedere ad una vendita di cui abbiamo estremo bisogno. Nel caso in cui l’autorità competente bloccasse l’operazione, accetteremo la decisione senza recriminazioni, salvo naturalmente il diritto di vendere comunque alla società interessata. Se poi la vendita non andasse in porto, non prenderemo in considerazione nessun’altra proposta di acquisto. E, quando avremo i fondi a disposizione, useremo in proprio la struttura».

Sono i punti salienti dell’intervento del vescovo Francesco Ravinale, ieri (lunedì) in occasione della conferenza stampa convocata sul “caso Oasi dell’Immacolata”, alla presenza, tra gli altri, anche del vicario diocesano don Marco Andina e dell’economo don Attilio Novo.

Il riferimento è all’area da 13.500 mq tra via Conte Verde e via Foscolo (comprendente un ampio parco, una villa e alcuni edifici di servizio) inutilizzata da tempo, che la Curia ha intenzione di vendere. Tanto da aver chiesto al Comune il permesso di costruire per poi vendere l’area, dove Novacoop è interessata a costruire un supermercato Coop (sembra che le intenzioni siano quelle di trasferirvi il supemercato di via Monti, dove invece rimarrebbe un punto vendita, anche di ridotte dimensioni). Infatti la Diocesi ha stipulato un compromesso di vendita ad una società subordinato all’accoglienza del permesso di costruire che ha richiesto al Comune, in modo da vendere l’area «ad un prezzo di 2,2 milioni di euro», come ha sottolineato don Novo.

Una decisione che ha suscitato nei mesi scorsi la reazione contraria di diversi esponenti politici e di alcune associazioni, infiammando poi il dibattito in città perché non condivisa da molti cittadini.

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Elisa Ferrando

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