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Ousman e Roberta, la loro è una storia a lieto fine

Nota positiva: anche la mamma di Ousman potrà presenziare al matrimonio

Quando la speranza sembrava svanita….

Come in una favola, il lieto fine all’improvviso, quando ormai la speranza sembrava svanita, quando la tristezza sembrava avere il sopravvento, sia pur in una storia comunque positiva. E’ la storia di Ousman Fanneh e Roberta Margari, due ragazzi normali, ma non troppo, protagonisti di una bella storia d’amore e di un finale a sorpresa, anche per loro. Lui è un giovane cittadino del Gambia, arrivato in Italia come perseguitato politico, regolarizzato come interprete presso la Caritas; nel giugno del 2016 è balzato all’attenzione delle cronache locali per aver trovato ad Asti un borsello con 1.195 euro in contanti, carte di credito e bancomat e non aver esitato un istante a consegnarlo al legittimo proprietario, dopo aver preso appuntamento con lo stesso, presso la caserma dei Carabinieri del capoluogo.

Il 3 luglio il matrimonio

“Quei soldi non erano miei – aveva spiegato ai giornalisti all’epoca – Mia mamma mi ha sempre insegnato a restituire tutto quello che trovavo e non volevo che chi aveva perso il portafogli si sentisse triste. L’Italia è il Paese che mi ha accolto e io voglio lavorare qui e costruirmi una vita qui”.
Una speranza e un proposito che stanno per concretizzarsi: il 3 luglio Ousman sposerà Roberta Margari, impiegata villanovese, figlia dell’assessore Giuliano Margari e dell’insegnante Maria Baiotto. Il sogno di questa coppia però, era di avere presente al matrimonio anche la mamma di Ousman, rimasta in Gambia, vedova, ad accudire gli altri figli e i famigliari secondo gli usi della sua gente, quella mamma che ha insegnato al proprio figlio a restituire quello che non è suo, che ha insegnato a quel ragazzo a diventare un uomo onesto.

Anche la mamma di Ousman sarà presente

Eppure proprio a questa mamma la nostra ambasciata a Dakar , da cui dipendono anche i visti per i cittadini in arrivo dal Gambia, ha rifiutato il visto di ingresso a scopo turistico richiesto dalla futura nuora, con tutti i documenti del caso e l’intermediazione di un’agenzia specializzata. ‘Rischio migratorio’ la motivazione addotta dai funzionari dell’ambasciata. Comprensibile lo sconforto dei due giovani: il giorno più bello rovinato da un visto negato. Roberta affida la sua disperazione a Facebook e la storia fa il giro d’Italia in pochi giorni, approda sui giornali nazionali, prima l’Avvenire, poi La Stampa e Repubblica e così via. Il sindaco di Villanova, Christian Giordano, che ben conosce la coppia, interviene personalmente presso Prefettura e Ambasciata, insiste, spiega all’Ambasciatore Francesco Paolo Venier la storia e alla fine, grazie anche alla sensibilità dell’Ambasciatore, ottiene il lieto fine: Jainaba Drammeh , la mamma di Ousman, potrà presenziare al matrimonio, completando la festa dei due giovani sposi in un’Italia dalle mille polemiche ma ancora capace di regalare sogni.

Franco Cravero

max.elia@virgilio.it

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