La Nuova Provincia > Attualità > Periferie e Milleproroghe: Asti rischia di perdere quasi 7 milioni
Attualità Asti -

Periferie e Milleproroghe: Asti rischia di perdere quasi 7 milioni

Alla Camera arriva il decreto, contestato dai sindaci e dall'Anci, che potrebbe fermare i progetti, compresi quelli su Asti

Bando Periferie: occhi puntati sul Milleproroghe

Oggi, 11 settembre, approda alla Camera il Milleproroghe già licenziato dal Senato con il discusso blocco dei fondi destinati al Bando Periferie. Al Senato è stata votata una norma che congela l’erogazione dei fondi per circa un centinaio di Comuni e rinvia al 2020 i progetti già in essere, prevedendo il rimborso dei relativi costi sostenuti dagli enti locali. Tra questi c’è anche Asti che verrebbe beffata due volte. Il Milleprogroghe salva, infatti, i finanziamenti dei primi 24 Comuni della graduatoria, bloccando gli interventi dei restanti 96 capoluoghi e in 7 città metropolitane.

Asti si è posizionata al 26° posto, quindi verrebbe esclusa per un soffio, ma ha comunque avviato un grande progetto Periferie per un importo pari a 20.722.496 euro ottenendo un finanziamento di 6.895.717 euro che rischia di non ottenere come previsto. A ciò si aggiungono gli investimenti dei privati che hanno “sposato” il bando sulla base del contratto siglato tra il Comune e lo Stato durante il precedente Governo.

Ad Asti sono previsti una quindicina di interventi, tra cui la riqualificazione di viale Pilone, l’installazione di nuove telecamere di sorveglianza, una nuova piattaforma sportiva nell’ex Ferriere Ercole, nuovi spogliatoi alla scuola Jona, lavori di efficientamento alla Lina Borgo, De Benedetti e Pascoli, una palestra in via Monti e alloggi di social housing nella zona di piazza d’Armi.

La durissima presa di posizione dell’Anci

Durissima la presa di posizione dell’Anci, che rappresenta i Comuni italiani, contro la decisione dell’attuale Governo giallo-verde di congelare i fondi. Una scelta criticata dal presidente Antonio Decaro a nome di tutti i sindaci. Decaro ha scritto al Presidente del Consiglio Conte chiedendogli di intervenire per «evitare che tale scellerata decisione dispieghi in toto i suoi effetti nefasti» e per «ripristinare un importante, e strategico per il Paese, vincolo di solidarietà tra istituzioni». Per questo che il rappresentante dei sindaci si è appellato al capo del Governo perché «con un suo autorevole e deciso intervento» contribuisca a «rinsaldare e confermare quel vincolo di leale e reciproca collaborazione tra le diverse istituzioni del nostro Paese».

Il presidente dell’Anci ha contestato, inoltre, le spiegazioni adottate dal Governo per fermare il Bando Periferie. «Il Governo – commenta Decaro – ha detto che la motivazione della sospensione delle 96 convenzioni era dovuta alla sentenza 74/2018 della Corte Costituzionale, che stabiliva la necessità dell’intesa degli enti locali sui decreti attuativi del Fondo investimenti, comma 140 legge di Bilancio 2017. Ebbene: non è detto che la riqualificazione delle periferie sia materia concorrente; il bando del 2017 è stato approvato previa intesa in Conferenza unificata; la sentenza avrebbe comunque effetto solo su 800 milioni rispetto 1.600 di finanziamenti; se nonostante tutto il Dpcm 2017 per gli 800 milioni si ritiene non valido, basta ritornare in Conferenza Unificata per l’intesa, come il Governo Conte ha fatto per “sanare” la procedura di altri decreti attuativi del Fondo investimenti, come quello su Tpl e metropolitane».

La questione astigiana

Il sindaco di Asti Maurizio Rasero segue con attenzione la vicenda, pronto a muovere tutti i passi necessari per tutelare gli investimenti previsti. «Mi concordo con Anci che sta valutando tutti gli strumenti utili per tutelare i Comuni da questa decisione. Abbiamo investito soldi e firmato contratti, siamo pronti a far valere le nostre ragioni».

L’ex assessore leghista Andrea Giaccone, oggi parlamentare alla Camera, si trova invece in una posizione non semplice essendo eletto ad Asti, ma parte della maggioranza che ha deciso di bloccare i fondi, salvo ripensamenti alla Camera: «E’ evidente che la ricaduta sul territorio è importante, – replica – ma mi pare che la questione sia più di natura tecnica che politica. Nessuno qui vuole togliere soldi ai territori, ma è necessario fare qualche riflessione su quanto deciso dal Governo precedente che mi pare abbia fatto qualche pasticcio su questo bando».

Ma per l’Anci già si prospettano ricorsi al Tar e alla Corte Costituzionale.

r.santagati@lanuovaprovincia.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente