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Piano della cronicità: le infermiere di famiglia al centro dell’interesse

Con l’invecchiamento della popolazione l’assistenza al paziente cronico sarà sempre più a domicilio

Con l’invecchiamento della popolazione l’assistenza al paziente cronico sarà sempre più a domicilio

La popolazione piemontese, e nello specifico quella astigiana, sta invecchiando e con essa aumentano i casi di cronicità di svariate patologie riscontrabili prevalentemente nella fascia anziana. Per questo motivo, la Regione Piemonte in collaborazione con le diverse Asl piemontesi ha approvato un Piano della cronicità volto a dare risposte immediate ai pazienti over 65, garantendo cure ed assistenza domiciliari così da alleggerire il carico di ospedali e pronto soccorso.

Medici e infermieri di famiglia

Centrale in questa operazione sarà il ruolo dei medici di famiglia e degli infermieri di famiglia e di comunità, progetto che ha visto l’Astigiano tra i più attivi apripista. «Stiamo lavorando a un nuovo modello per la cura delle malattie croniche che operi all’interno della sanità pubblica, rafforzando le capacità di risposta alle nuove esigenze di salute ha spiegato Antonio Saitta Assessore regionale alla Sanità – La nostra intenzione è mettere al centro il ruolo dei medici di famiglia ed estendere su tutto il territorio piemontese esperienze già sperimentate in alcune realtà con risultati positivi, come l’infermiere di comunità e la telemedicina».

Il 40% dei piemontesi soffre di malattie croniche

Il piano è stato presentato al Consiglio Regionale dall’Assessore Saitta insieme agli assessori alle Politiche sociali Augusto Ferrari e alle Attività produttive Giuseppina De Santis. I numeri esposti dagli assessori parlano chiaro circa il fenomeno di cronicizzazione delle patologie: si stima, ad esempio, che almeno il 40% dei piemontesi soffra di una malattia cronica grave e che a livello mondiale circa il 70-80% delle risorse sanitarie sia impiegato per la gestione delle malattie croniche come diabete, l’Alzheimer o malattie cardio-respiratorie.
L’obiettivo del Piano è dunque quello di modificare la prospettiva utilizzata fino a questo momento per la presa in carico dei pazienti, al fine di concentrare negli ospedali la competenza su urgenze e alta specializzazione e affidare all’assistenza territoriale la cura delle malattie croniche.

Incrementare la domiciliarità

In questo senso, dunque, gli elementi fondanti del progetto sono l’incremento della domiciliarità, anche attraverso l’uso della tecnologia (dalla teleassistenza domiciliare al teleconsulto specialistico), la realizzazione di reti assistenziali, la centralità del ruolo dei medici di famiglia, la riorganizzazione operativa degli ospedali e dei distretti, l’elaborazione di piani di cura personalizzati per i pazienti, la creazione di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali integrati ospedale-territorio e omogenei a livello regionale.

L’assistenza domiciliare è il futuro

«L’assistenza domiciliare è il futuro – commenta Gabriele Montana infermiere della Asl di Asti e Segretario provinciale di Nursind, il sindaco delle professioni infermieristiche – Con questa riorganizzazione si riducono i ricoveri, si evita la congestione degli ospedali in mesi critici come quelli invernali e si ottimizzano le risorse. Allo stesso tempo si offre ai pazienti la possibilità di essere seguiti dal Sistema Sanitario Nazionale direttamente a casa propria. Ovviamente, però, è necessario un sistema ben oliato per garantire un servizio efficiente e condizioni di lavoro dignitose al personale». Nell’Astigiano già da tempo è stato avviato in via sperimentale con il progetto Consenso un sistema di cura e assistenza a domicilio, da parte di un infermiere professionale capace di costituire una rete di servizi socio-assistenziali per l’anziano e la sua famiglia così come il potenziamento di formule alternative ricovero ospedaliero quale l’attivazione di 30 posti letto di Continuità Assistenziale a Valenza Sanitaria presso il Presidio Territoriale di Nizza Monferrato.

l.p.

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