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Pranzi e cene a domicilio: anche ad Asti è arrivato Foodracers

Ecco come funziona la startup che attiva i racers, persone che decidono di dedicare parte del loro tempo libero a trasportare a domicilio i pasti ordinati on line o tramite app

Anche ad Asti è arrivato Foodracers

Foodracers, la startup, attiva già in altre 33 città, che mette in contatto ristoranti e locali con i loro clienti, consegnando le ordinazioni direttamente a casa, è arrivata anche ad Asti. Il servizio è attivo da una settimana facendo diventare Asti la terza città piemontese ad aprirsi a questa realtà di “food delivery 100%”.

Ma come funziona il servizio? E’ molto semplice e intuitivo. Basta scaricare gratuitamente l’apposita app (disponibile su PlayStore e AppStore) oppure collegarsi al sito Foodracers; una volta effettuata la registrazione, è possibile procedere con le ordinazioni del pranzo o della cena scegliendo tra i vari locali convenzionati.

A oggi sono 11 quelli di Asti che hanno aderito al circuito dei racers, ma presto se ne aggiungeranno altri: Becheri (delicatessen), La Piadina.at (piadineria), Old Wild West (tex-mex), Succoso (succhi e spremute), Borgo Affinatori (formaggi), La Nativa (gelato), Cit Ma Bon (pasta), Grom (gelato), Sereno (bar e caffetteria americana), Black Sheep (hamburger) e Roadhouse (carne alla griglia).

Dopo l’ordine si attende il racer

Pochi secondi dalla presa in carico dell’ordine, un “racer” contatta chi ha fatto l’ordinazione per chiedere la conferma e, da quel momento, non resta che attendere l’arrivo a domicilio del pasto (oppure in ufficio). Sono proprio i racers ad occuparsi del trasporto dell’ordine. Ma chi sono? Si tratta di persone che decidono di mettere a disposizione il proprio tempo libero per le consegne, senza vincoli di orario o reperibilità, “nella piena logica – fanno sapere dalla startup – della Sharing economy”. Il racer porta a casa il pasto nella fascia oraria stabilità al momento dell’ordine e il pagamento avviene in contanti cui si aggiunge il costo di consegna che parte da un minimo di 2,50 euro in base alla distanza del percorso fatto.

Una startup tutta italiana

“Nelle grandi metropoli, i servizi di “delivery on demand” (di consegna a domicilio) sono sempre più diffusi. – fanno sapere dall’ufficio stampa della startup – Foodracers, startup nata a Treviso e 100% italiana che ha lanciato il sito e la app a gennaio 2016 e vanta già oltre 300.000 ordini consegnati in 33 città, ha scelto di portare il servizio in tutti i capoluoghi di provincia e nelle cittadine italiane, spesso trascurati, diventando così un punto di riferimento a livello territoriale, lanciando la sfida ai colossi internazionali del food delivery. In soli tre anni, Foodracers è dunque diventata una realtà solida e strutturata tanto che nel corso del 2018 ha chiuso un aumento di capitale di 600mila euro con l’ingresso di nuovi soci al 10%, portando quindi la valutazione della società a 6 milioni di euro in meno di 3 anni. E ha da poco sottoscritto la “Carta dei diritti dei racers” assieme agli altri attori nazionali per le garanzie dei lavoratori da discutere con l’attuale Governo”.

Anche Asti entra a far parte di un circuito “Foodracers” che conta le seguenti città: Alessandria, Bassano del Grappa, Bergamo,Brescia, Cantù, Castelfranco, Cesena, Como, Conegliano, Cremona, Faenza, Forlì, Imola, Lucca, Mantova, Mestre, Mogliano Veneto, Montebelluna, Novara, Oderzo, Parma, Pavia, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Thiene, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese e Vicenza.

r.santagati@lanuovaprovincia.it

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