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Rete antiviolenza: una firma che impegna

Uno strumento di cui si è dotato l’Astigiano sotto la regia accurata della Prefettura per non lasciare sole le donne vittime di violenza

Siglato protocollo rete antiviolenza

«Quando si strappa un filo nel maglione, se si continua a tirarlo, alla fine si disfa tutto. Bisogna intervenire subito ed evitare di perdere tutto». Usa una metafora, il nuovo vescovo di Asti, monsignor Prastaro, per descrivere la violenza sulle donne.
E’ lui, per conto della Caritas diocesana, a firmare il protocollo di intesa per la rete territoriale antiviolenza di genere insieme ad altri 22 fra amministrazioni, istituzioni ed associazioni.
Uno strumento di cui si è dotato l’Astigiano sotto la regia accurata della Prefettura per non lasciare sole le donne vittime di violenza.

Tanti i punti d’intesa

Tanti i punti dell’intesa, tecnici e in gergo burocratese che, tradotti e messi in pratica, puntano da una parte ad alzare la capacità di intercettare situazioni di disagio in modo da prevenire violenze domestiche. E dall’altra a prendere in carico la donna che dovesse invece essere vittima di tali fenomeni, spesso con figli minori, per accompagnarla in un percorso di cura del fisico e dell’anima oltre ad un reintegro autonomo e dignitoso nella società.
Perchè c’è bisogno di una rete antiviolenza così vasta? Una rete che raccoglie amministrazioni locali, forze dell’ordine, scuola, enti socio assistenziali, sindacati, associazioni, clero?
Perchè il fenomeno, purtroppo, è ancora molto vasto.

Una donna su tre ha subito violenza o molestie

Dati Istat parlano chiaro: una donna su tre, fra i 17 e i 70 anni ha subito violenza o molestie; sul posto di lavoro si parla di una donna su 10.
Nel 2016, ultimo anno di dati certificati disponibili, in Italia sono state uccise 149 donne. Di queste 59 sono state uccise dal partner, 17 da un ex e altre 33 da un membro della cerchia famigliare.
«E’ inconcepibile che un Paese di grande cultura solidale e cristiana come il nostro ogni giorno conti qualche caso di violenza sulle donne – ha affermato il Prefetto, dottor Terribile – Un fenomeno che non si può più combattere solo con la repressione: bisogna puntare sull’educazione e sulla sensibilizzazione con una rete di “sentinelle” sul territorio che possono aiutarci ad intervenire prima dei drammi».
E lo stesso Prefetto ricorda che, da quando è emerso il fenomeno della violenza sulle donne e si sono moltiplicate le azioni a loro difesa, sono state salvate molte donne insieme ai loro figli.

Il plauso della Procura della Repubblica

Un plauso a questa iniziativa è arrivata da un altro “firmatario” del protocollo, il dottor Alberto Perduca a capo della Procura della Repubblica di Asti che, troppo spesso si trova a dover fare indagini e istruire processi una volta che la violenza è avvenuta. Fenomeno così massiccio da aver resa necessaria la creazione in Procura di un pool di magistrati specializzati in questi delitti.
«Proprio perchè vedo tanti casi di violenza e maltrattamenti nei confronti delle donne, sono fortemente convinto che sia necessaria una maggiore prevenzione. Questo protocollo è uno scalino verso questa direzione».
Tutti e 23 i firmatari del protocollo parteciperanno al tavolo di coordinamento antiviolenza di genere che sarà convocato e seguito dalla Prefettura quale amministrazione capofila.
Fra gli impegni che si sono presi firmando l’intesa, anche quello di mettere a disposizione le proprie reti di accoglienza in caso di emergenza di donne vittime di violenza.

f.duretto@lanuovaprovincia.it

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