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San Marzanotto: da cantina sociale ad azienda per la lavorazione delle nocciole

I locali erano stati messi all'asta per poi essere acquistati nel marzo scorso dalla famiglia Lastone, che a Motta di Costigliole gestisce la “Heliwest”

Le nocciole nel futuro della Cantina sociale di San Marzanotto

Quale futuro per la Cantina Asti Barbera di San Marzanotto? In questi anni se lo sono chiesto tutti coloro che passando sulla provinciale guardavano verso quei capannoni con le tapparelle afflosciate, i vetri rotti e l’intonaco scrostato. Da qualche tempo i locali erano stati messi all’asta per poi essere acquistati nel marzo scorso dalla famiglia Lastone, che a Motta di Costigliole gestisce la “Heliwest”, azienda specializzata in elicotteri commerciali. Secondo i ben informati la famiglia di imprenditori intende ora avviare un’attività legata sempre alla terra, ma questa volta al mondo delle nocciole, visto l’ottimo riscontro del momento sui mercati.

Non è ancora la parola fine

La parola fine sembrerebbe dunque essere stata scritta sull’enopolio fondato nel 1959 e invece così non sarà, o almeno stando alle intenzioni di Claudio Brignolo, ancora oggi presidente della Cantina Sociale Asti Barbera.
«E’ vero che nel corso degli anni abbiamo incontrato qualche difficoltà ma non abbiamo chiuso, anzi siamo ancora operativi e lo rimarremo fino a settembre, quando poi ci trasferiremo in un altro capannone» chiarisce Claudio Brignolo.
Nelle intenzioni del presidente quella di mantenere in vita il nome “Cantina Vignaioli Asti Barbera” ma non più come cooperativa quanto piuttosto come un’azienda dedita alla vendita al dettaglio, così come continua a fare ancora oggi nei locali di San Marzanotto.

Lontano il periodo d’oro

«Purtroppo è lontano il periodo d’oro degli anni Novanta, di quando la cantina sociale contava su 160 soci che conferivano 40 mila quintali di uve. In tempi più recenti abbiamo dovuto affrontare diverse criticità come l’invecchiamento dei soci e l’abbandono dei vigneti causato anche dal sopraggiungere della flavescenza che ha scoraggiato i giovani a proseguire il lavoro dei nonni – commenta Brignolo – La mia intenzione, però, è quella di continuare a investire in Barbera, Grignolino, Dolcetto e Cortese e di vendere ai privati, ai ristoratori e alle enoteche». Il nuovo punto vendita della Cantina potrebbe sorgere non troppo distante dalla storica sede, sempre entro i confini di San Marzanotto. «Sono in trattativa per uno stabile – rivela Brignolo – a neanche un chilometro da quello vecchio». Un’operazione che non è sfuggita a qualcuno degli ex soci della Cantina Sociale rimasto a suo dire “scottato” dalla gestione di Brignolo.

Risentimento tra i soci per i debiti

Tra alcuni dei 6 ex consiglieri del cda non manca chi nutre risentimento per i debiti in cui la cooperativa è incappata nel corso degli ultimi anni e c’è chi rivela di aver dovuto coprire di tasca sua con svariate decine di migliaia di euro. «Una polemica sterile – ribatte secco Brignolo – ritengo che la deriva della Cantina Sociale si sarebbe potuta evitare se i soci avessero continuato a conferire le uve anziché andarsene. I debiti si potevano ripagare e nel giro di qualche tempo ripartire con la nostra attività». Brignolo si dice quindi orientato al futuro e concentrato sulla nuova impresa commerciale che partirà da settembre.

f.duretto@lanuovaprovincia.it

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