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Scurzolengo: il salame cotto è De.C.O.

Il merito è di Paolo Lucariello il nostro giovane salumiere – fa sapere il sindaco Gianni Maiocco – Siamo molto soddisfatti che un giovane abbia voluto aprire una bottega di macelleria e norcineria nel nostro territorio contribuendo così a far tornare alla ribalta un’attività che negli anni del dopoguerra era ben avviata qui a Scurzolengo

Il salame cotto di Scurzolengo può fregiarsi del marchio di Denominazione di Origine Comunale. Il merito è di Paolo Lucariello il nostro giovane salumiere – fa sapere il sindaco Gianni Maiocco – Siamo molto soddisfatti che un giovane abbia voluto aprire una bottega di macelleria e norcineria nel nostro territorio contribuendo così a far tornare alla ribalta un’attività che negli anni del dopoguerra era ben avviata qui a Scurzolengo. Per il comune di Scurzolengo si tratta della seconda Denominazione di Origine Comunale dopo la festa della carità.

La denominazione “Salame cotto di Scurzolengo”, la seconda per il comune dopo la festa della carità, è riservata a salami da pentola ricavati dall’impasto di carne proveniente da suini delle razze tipiche locali e carni di bovini della razza piemontese prodotti e lavorati a Scurzolengo. Il Regolamento della De.C.O. stabilisce inoltre età, peso e modalità di allevamento dell’animale (preferibilmente allo stato brado e alimentato con crusca, soia, granoturco, orzo, erba medica fresca, ortaggi, pisello proteico, favino, ghiande), i tagli di carne impiegati per la lavorazione del salame e il tempo di asciugatura di almeno due giorni.

Il salame cotto di Scurzolengo è contrassegnato da una fascetta sulla quale sono riportati data di produzione, l’allevamento di origine e il logo ovale con la dicitura “De.C.O. 2017 Salame Cotto di Scurzolengo”. La particolarità della tradizione di Scurzolengo è la cottura del salame, il salame non il cotechino. Non troppo aromatizzato e speziato si cuoce in acqua bollente per almeno due ore e si può gustare caldo o freddo tagliato rigorosamente con un coltello dalla lama ben affilata per ottenere delle fette con un spessore di almeno quattro millimetri.

Marzia Barosso

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