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Si amplia il territorio delle aree protette nell’Astigiano

Ulteriori 1.600 ettari di riserve naturali approvati ieri in consiglio regionale. Saranno gestite dal Parco Paleontologico Astigiano. Miroglio: «La nascita delle nuove riserve nei giorni dello sciopero globale sul clima»

Nuove aree protette nell’Astigiano

«Una giornata storica: era dagli anni Novanta che l’Astigiano non registrava momenti di crescita nell’azione di tutela dei nostri territori. Dopo l’istituzione della Riserva naturale della Val Sarmassa un lungo nulla di fatto che si è concluso finalmente ieri con il voto del Consiglio regionale». Così Gianfranco Miroglio, presidente del Parco Paleontologico Astigiano, commenta l’approvazione di ieri sera in Consiglio regionale, a larga maggioranza, del disegno di legge sulle nuove aree protette piemontesi. L’ampliamento complessivo è di 9.716 ettari, che vanno ad aggiungersi ai 193.367 già esistenti.
«Per l’Astigiano – spiega Angela Motta, Vicepresidente del Consiglio regionale – è stata deliberata l’istituzione delle riserve naturali degli Stagni di Belangero, Rocche di Antignano, Rio Bragna, Paludo e Rivi di Moasca. I comuni coinvolti sono otto per complessivi 1.600 ettari: Asti, Revigliasco, Antignano, Isola, Costigliole, Calosso, Agliano Terme, Moasca. In pratica la superficie tutelata nella nostra provincia aumenta, in misura significativa, del 30%, passando da 3.500 a oltre 5 mila ettari. Grande attenzione viene posta alla tutela e valorizzazione del Tanaro e delle zone umide».
«La Regione ha tenuto conto delle richieste espresse direttamente dalle amministrazioni locali, sensibili sulla necessità di porre sotto tutela siti che hanno parecchio da raccontare sotto il profilo della biodiversità – sottolinea Giorgio Ferrero, assessore regionale all’Agricoltura – L’istituzione di nuove aree protette rappresenta una nuova occasione di sviluppo e contribuirà a valorizzare ulteriormente un territorio e un paesaggio già riconosciuto, oltre che per il valore ambientale, anche per la bellezza».

Saranno gestite dal Parco Paleontologico Astigiano

Sarà il Parco Paleontologico Astigiano a gestire le riserve naturali che riguardano gli Stagni di Belangero, le Rocche di Antignano, Rio Bragna, Paludo e Rivi di Moasca: «La superficie complessiva supererà i 5 mila ettari, comprendendo le aree protette storiche del Parco Naturale di Rocchetta Tanaro, Riserva Naturale della Valle Andona, Valle Botto e Valle Grande, Riserva Naturale della Val Sarmassa. «I territori interessati, con gli amministratori locali e i cittadini, sono i veri protagonisti di questa operazione, in cui l’Ente Parco ha creduto fin da subito – ricorda Miroglio – Positivo il fatto che le delibere passate nei consigli comunali siano state approvate nella stragrande maggioranza dei casi all’unanimità, con pochi voti contrari o astensioni. Il territorio è ormai maturo per vivere questa nuova esperienza di tutela. Per il nostro Ente si tratta di una prova impegnativa (la situazione più problematica sarà quella degli Stagni di Belangero) ma anche di un sogno avverato, a cui dare concretezza giorno per giorno. Abbiamo lavorato tanto tutti insieme. Adesso ci godiamo una meritata soddisfazione».

Miroglio: «Nuove riserve nei giorni dello sciopero globale sul clima»

Nel ringraziare tutti coloro che hanno aderito ai progetti sui nuovi siti protetti (dagli amministratori locali al personale dell’Ente Parco, dai tecnici agli amministratori regionali), Miroglio ricorda infine una felice coincidenza: «È bellissimo che la nascita delle nuove riserve avvenga in coincidenza con lo sciopero globale sul clima che domani vedrà protagonisti anche i giovani dell’Astigiano: e noi del Parco al loro fianco».

(Nella foto uno scorcio degli Stagni di Belangero)

marta.martiner@gmail.com

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