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Tamburello, Chiusano da leggenda: torna la serie A nell’Astigiano

Battuto l'Arcene nella sfida decisiva: sabato prossimo il confronto con il Cereta per il titolo tricolore di categoria

Un sogno che si corona

Il sogno è diventato realtà! La splendida favola del Chiusano ha trovato coronamento nel pomeriggio di domenica al “Renatino Gerbo”, al cospetto di un pubblico caldo e numerosissimo. La società del presidente Clementino Boracco, dell’onnifacente Paolo Cardona e del “guru” Giorgio Valle, guidata in panchina da Sandrine Nicole e Riccardo Dellavalle, ha conquistato la promozione in serie A battendo nella semifinale (partita secca) la compagine bergamasca dell’Arcene. Il team chiusanese (Andrea Petroselli, Francesco Tanino, Matthieu e Daniel Dellavalle, Lorenzo Petrini e Filippo Martinetto) si è reso protagonista di una stagione entusiasmante, partendo da neopromosso con l’obiettivo minimo di salvarsi. Salvo poi, poco alla volta, salendo un gradino dietro l’altro e migliorando costantemente sia tecnicamente sia psicologicamente, recitare ruoli sempre più importanti fino a diventare primattore incontrastato.

Un paese fucina di talenti

Cinque anni dopo l’ultima apparizione del “magico” Callianetto in serie A e a distanza di tre stagioni dalla fugace esperienza del Cinaglio nel massimo campionato, la provincia astigiana ritorna nell’elite della disciplina grazie ad un paese tanto piccolo quanto, in misura inversamente proporzionale, straordinario produttore di talenti. Perché a Chiusano il tamburello è arte: tutti giocano o hanno giocato a tamburello, e non c’è generazione da almeno 50 anni a questa parte che non abbia sfornato almeno un campione di primissimo piano. L’ultima e decisiva impresa del “sottomarino giallo” (per rispolverare i Beatles), è maturata a partire dalle 15 di domenica, ospite l’Arcene di Fanzaga, Marchi, Biagi, Mariani ed Agosti.

Partita senza domani

Sfida senza domani e subito toni accesi, con gli uomini di Locatelli a mettere pressione sui locali piuttosto frenati e contratti in avvio. Al primo cambio di campo punteggio 1 a 1, ma situazione che si complicava per il Chiusano in seguito ad un gioco perso malamente a 15 e ad un 40 pari rocambolesco conquistato dall’Arcene. Per gli astigiani era questo il momento più duro del match. Le parole di Riccardo e Sandrine nella breve successiva sosta ridavano però fiducia alla squadra, che si riprendeva e arginava l’allungo dei rivali restando a due lunghezze di distacco: 2 a 4 il parziale. Da questo momento fino al termine (non del set ma dell’intero confronto) solo ed esclusivamente Chiusano. In sequenza: Petroselli piazzava due missili incrociati ai quali Marchi non riusciva ad opporsi, Matthieu costringeva Biagi all’errore, Tanino prendeva fiducia e sotto cordino Petrini e Martinetto non perdonavano. Sul 4 pari l’Arcene vacillava, con Fanzaga che, poco supportato da Marchi, perdeva la misura dei colpi e la pazienza. Il motore del Chiusano girava invece benissimo e il 40 pari seguente costituiva il trampolino di lancio verso il trionfo. Il 6 a 4 arrivava in un nulla e dopo la sosta di metà partita l’innesto di Pagnoncelli per Marchi incideva soltanto per le battute ficcanti del neo-entrato.

Secondo set

Nelle file della squadra di casa Daniel Dellavalle rimpiazzava Petrini sulla linea avanzata. L’Arcene reggeva un paio di giochi, 1 a 1, poi si sfaldava gradualmente, cedendo soprattutto dal punto di vista fisico. I “quindici” decisivi li conquistava tutti la compagine astigiana, che si portava prima sul 3 a 1 e quindi sul 5 a 1. I bergamaschi facevano uscire Biagi rimettendo dentro Marchi, salvo poi rimandare in campo il mezzovolo titolare chiamando fuori Fanzaga. Tutto inutile. Il settimo gioco del secondo set ha segnato la storia del Chiusano: 40 a 0 a favore di Matthieu e compagni, con la pallina che si faceva però pesantissima al momento di conquistare il “quindici” dell’apoteosi. I bergamaschi riuscivano a recuperare restando miracolosamente attaccati alla partita, finché una sbracciata di Biagi poneva fine alla loro agonia scatenando l’entusiasmo dei giocatori e di tutta i sostenitori di casa. Eclatante il parziale degli ultimi undici giochi del match: 10 a 1 per il Chiusano. E ora sarà serie A, senza scordare però che sabato prossimo, a Capriano del Colle, bisognerà onorare al meglio l’annata agonistica andando a caccia del titolo tricolore di di categoria contro i mantovani del Cereta, pure loro già certi di disputare la stagione 2019 nella massima serie avendo battuto nell’altra semifinale il Castiglione delle Stiviere per 2 a 1: 1-6, 6-3, t.b. 8-5.

PLAYOUT
Il Cinaglio non è riuscito a gettare le basi per la permanenza in serie B nel primo match che lo opponeva al Fontigo. Sul campo di casa, nell’andata della decisiva doppia sfida dei playout, la formazione di “Chicco” Viotti è stata sconfitta per 2 a 1 dai trevigiani. Vinto il primo set per 6 a 5, Maschio e compagni cedevano il secondo ai rivali in maniera netta, 1 a 6, e nell’importantissimo successivo tie-break venivano superati per 8 a 6. Per guadagnare la permanenza in categoria il Cinaglio dovrà imporsi a Fontigo senza concedere set ai rivali. Impresa tutt’altro che agevole.

Massimo Elia

max.elia@virgilio.it

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