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Tre cori e tre fanfare all’Alfieri conquistano il cuore degli astigiani

È stata una serata emozionante e coinvolgente, quella di lunedì scorso a Teatro Alfieri, una serata organizzata dall’ANA di Asti, in occasione del centenario della Grande Guerra che ha fatto registrare il tutto esaurito

Tre cori e tre fanfare per ricordare la fine della Prima Guerra Mondiale

È stata una serata emozionante e coinvolgente, quella di lunedì scorso a Teatro Alfieri, una serata organizzata dall’ANA di Asti, in occasione del centenario della Grande Guerra che ha fatto registrare il tutto esaurito. Una serata che si è rivelata un successo sotto tutti i punti di vista, intitolata “Cori e fanfare: canti popolari e militari inerenti alla Prima Guerra Mondiale”. Tra il numerosissimo pubblico intervenuto per assistere al concerto, il questore Alessandra Faranda Cordella, il sindaco Maurizio Rasero, l’assessore Gianfranco Imerito e rappresentanze di tutte le Associazioni d’Arma.

La varietà di voci

Una serata che è piaciuta anche per la varietà di voci e musica che le tre fanfare e i tre cori protagonisti hanno egregiamente alternato, per il sentimento di patriottismo che ha suscitato, è stata una serata volata tra nostalgia e ricordi in modo scorrevole e mai banale.
Ad aprire il concerto, presentato da Roberto Venturini, referente ANA della manifestazione, la fanfara “La Tenentina”, molto applaudita, che ha esordito con una marcia intitolata “Asti” cui è seguito il coro ANA Vallebelbo, poi la bravissima fanfara torinese “Montenero” con una selezione di pezzi risorgimentali e popolari, il “Coro Amici della Montagna” che ha commosso con la lettura di brani di lettere dal fronte intervallate da canzoni, spettacolare, quindi, l’ingresso della fanfara dei bersaglieri “Lavezzeri” dal fondo del teatro sulle note della loro marcia Flik Flok, che ha emozionato con Al Reggimento di Papà e il sempre toccante Il Silenzio.

Una serata magica

Una serata magica, da ricordare, un pubblico affascinato e colpito, “il soldato tedesco ha stupito il mondo – ha ricordato Roberto Venturini recitando una famosa frase di Erwin Rommel – il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco”. Infine sul palco è salito il coro Rotary Asti, l’ultimo, che sulla melodia sprigionata da un organetto di Barberia a manovella ha cantato ‘O surdato ‘nnammurato, il patriottico brano La campana di San Giusto e una Canzone del Piave da pelle d’oca. E’ stata una serata inaspettata che si è chiusa con tutti i cori e le fanfare sul palco ad intonare l’Inno di Mameli mentre il pubblico, in piedi, la mano sul cuore, cantava con loro. È stata una serata di memorie, di musica, di emozioni sincere. “Non ci aspettavamo un tale consenso – ha commentato Roberto Venturini il giorno dopo – e nemmeno i tanti complimenti, tant’è che stiamo già pensando di ripetere l’evento.”

f.duretto@lanuovaprovincia.it

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