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Tre nuovi primari in servizio all’ospedale

L’Ospedale di Asti ha tre nuovi direttori, che guideranno le S.O.C. di Oculistica, di Medicina fisica e riabilitativa e di Neuropsichiatria infantile

Tre nuovi primari: Oculistica, di Medicina fisica e riabilitativa
e di Neuropsichiatria infantile

L’Ospedale di Asti ha tre nuovi direttori, che guideranno le S.O.C. di Oculistica, di Medicina fisica e riabilitativa e di Neuropsichiatria infantile. I nuovi incaricati sono stati presentati dal direttore generale dell’ASL 19, Ida Grossi, nel corso di una conferenza stampa: sono la dottoressa Giovanna Lombardi , il dottor Davide Bartolomeo Traetta ed il dottor Giancarlo Dapavo.

Curiosità: tutti nati nel 1964

Per una curiosa coincidenza sono tutti nati nel 1964, ma hanno alle spalle esperienze professionali molto varie: la dottoressa Lombardi ha lavorato al “Sant’Orsola” di Bologna, ma dal 2004 è in servizio presso l’ASL astigiana.
Il dottor Traetta si è laureato a Bologna ed è stato dirigente medico presso l’ASL del Friuli occidentale, prestando poi servizio, dal 2000 ad oggi, presso la Neuropsichiatria infantile di Asti
Il dottor Dapavo, originario di Castell’Alfero, si è laureato a Torino ed ha lavorato presso la Divisione di Traumatologia oculare dell’Ospedale Oftalmico di Torino, sotto la guida del dottor Panico, uno fra i più noti specialisti del settore a livello internazionale.
«Con il dott. Panico – ha detto Dapavo – ho acquisito una competenza specifica nella chirurgia vitreoretinica e della cataratta. Lavorare ad Asti per me è come tornare a casa: cercherò di creare una squadra omogenea che consenta di effettuare attività chirurgiche sinora non effettuate e, soprattutto, mi impegnerò nel ridurre il tempo di attesa per le operazioni di cataratta, che oggi supera i due anni.»

Le cause dei tempi lunghi di attesa

Cause dei lunghi tempi di attesa sono la prolungata durata della vita, il numero ridotto di anestesisti e di sale operatorie.
La dottoressa Lombardi, che succede alla dottoressa Truscello, ha voluto sottolineare che la medicina riabilitativa «mette sempre al centro il paziente, qualunque sia la disabilità. La struttura tratta oltre 240 casi l’anno, ma ad essi si aggiungono i pazienti che giungono in ambulatorio, provenendo da altri ospedali, oltre che da Nizza e Canelli.» Il dottor Traetta ha un’approfondita esperienza nella diagnosi e nel trattamento dell’epilessia e delle cefalee dell’età evolutiva: «Giungono alla Neuropsichiatria infantile – ha spiegato – pazienti di età compresa fra 0 e 18 anni e di essi si occupano 5 medici, 4 psicologi e 3 logopedisti. L’attività prevalente sono le patologie in ambito neurologico e psichiatrico, ma lavoriamo molto in collaborazione con la scuola, con il Tribunale dei minorenni di Torino e con la SOC di Pediatria.» «Compito di tutti – ha concluso il direttore Grossi – sarà quello di creare un ambiente di lavoro sereno, a vantaggio degli operatori e dell’utenza.»

f.duretto@lanuovaprovincia.it

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