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Turismo: «Escludere Alessandria sarebbe un grave errore»

Il senatore azzurro Massimo Berutti interviene nel dibattito dell'accorpamento turistico tra Asti e Alba

Turismo: il senatore Berutti chiede di non escludere Alessandria

Una nuova voce si aggiunge al dibattito nato dalla decisione di Asti di abbandonare, nella promozione turistica, la via dell’Alessandrino e del Casalese in favore delle Langhe. Asti, Alba e Bra stanno lavorando per creare una nuova agenzia turistica e di promozione del territorio. Una scelta che escluderebbe Casale Monferrato (che ha appreso della decisione di Asti dai giornali) e soprattutto Alessandria nello stesso momento in cui le Camere di Commercio hanno quasi concluso l’iter di fusione.

E’ il senatore di Forza Italia Massimo Berutti, alessandrino di Tortona, ma referente al Senato per il territorio astigiano, ad auspicare che la nuova grande agenzia turistica inglobi anche Alessandria non lasciandola abbandonata a se stessa.

Le agenzie turistiche locali (Atl) sono realtà consortili volute dalla Regione Piemonte che, attraverso bandi e finanziamenti diretti, ne permette il funzionamento e l’operatività. «Ecco quindi – commenta Berutti – che proprio la Regione Piemonte prima di avallare, sostenere e favorire fusioni e accorpamenti vari dovrebbe valutare l’interesse dei territori, non rischiando quindi di escluderne alcuni».

Agli stranieri non interessano i confini amministrativi

Il senatore offre alla discussione alcuni dati interessanti e ricorda come il turista straniero non abbia particolari conoscenze dei confini amministrativi essendo interessato all’offerta turistica in sé.

«Questo significa che sempre più spesso il turista ricercherà l’esperienza e successivamente dove questa viene erogata. In altri termini, non sceglierà Alessandria, Asti o Alba ma un prodotto turistico. Successivamente – spiega il senatore azzurro – sceglierà dove poterlo ‘vivere’ e, a posteriori, come farà a raggiungere quella meta. Solo in ultimo deciderà la struttura presso la quale soggiornerà. Occorre quindi lavorare sui prodotti e sull’offerta turistica». Ma anche i numeri contano.

«L’accorpamento delle tre Atl Alba, Asti e Alessandria con 1 milione 878 mila presenze e 826 mila arrivi diventerebbe la terza più importante Atl del Piemonte, dopo Torino e Laghi» aggiunge Berutti che non dimentica il brand Unesco quale filo rosso tra i tre territori.

La partita Unesco si spacca?

«Non bisogna dimenticare – spiega – che quando si parla di Atl Unesco Langhe, Roero e Monferrato dobbiamo ricordarci che un sito viene iscritto nella lista del Patrimonio mondiale solo se l’Unesco ne riconosce la presenza di un ‘Eccezionale valore universale’, l’Outstanding universal value (Ouv). L’Eccezionale valore universale proposto per Langhe, Roero e Monferrato è rappresentato dalla radicata cultura del vino e dallo straordinario paesaggio modellato dal lavoro dell’uomo, in funzione della coltivazione della vite e della produzione del vino. Tutta l’area degli Infernot riconosciuta dall’Unesco verrebbe in questo quadro Alba-Asti esclusa dalla competenza della nuova Atl, un paradosso non accettabile».

Nel dettaglio, l’Unesco tra core e buffer zone ha riconosciuto 101 Comuni, ma la fusione Asti-Alba ne escluderebbe 9 in core zone (su 29) e 22 in buffer zone (su 72).

«Sarebbe quindi opportuno – conclude Berutti – che a livello regionale si facesse un’ulteriore riflessione, per evitare ancora una volta di trascurare, in termini economici e di visibilità, taluni territori a vantaggio di altri».

r.santagati@lanuovaprovincia.it

Un Commento

  • Salvatore ha detto:

    Invece a me pare che Asti sia molto più affine ad Alba che ad Alessandria, e che questa sia la scelta vincente per l’astigiano.

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