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Uniti si può: è gelo tra i fondatori

Anna Bosia attende le mosse del PD con cui non vuole fare accordi politici, Massimo Scognamiglio e Clemente Elis Aceto accelerano sulla formazione di un programma condiviso dalla Casa del Popolo agli scontenti, del Partito Democratico, ma non solo

Uniti si può, ammesso che non ci si lasci prima. E’ quasi un paradosso quanto sta succedendo nel nuovo gruppo del centrosinistra che ha inglobato “Uniti per Asti” con Anna Bosia, “Possibile” con Clemente Elis Aceto e la “Federazione della Sinistra” con Massimo Scognamiglio. Un progetto politico alternativo che deve fare i conti con una rottura interna tra i fondatori. Scognamiglio e Aceto, da una parte, Bosia dall’altra.

Tutto gira intorno al nome del candidato sindaco che dovrebbe unificare l’anima della sinistra astigiana, quella alternativa al PD e più affine alla cosiddetta “società civile”. Lunedì Aceto e Scognamiglio hanno avviato un confronto politico – assente, di proposito, Bosia – per aprire l’esperienza di Uniti si può a possibili soggetti interessati alla realizzazione di un programma condiviso. Un progetto che un candidato “di sinistra” dovrebbe sposare e promuovere. La mossa anticipa l’attesa decisione del PD di candidare Beppe Rovera, esponente della società civile, ma esterno al partito, oppure la consigliera regionale Angela Motta.

E qui inizia la rottura. Anna Bosia ha detto di voler attendere la mossa del PD prima di decidere come e se inserirsi nella campagna elettorale.

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Riccardo Santagati

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