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Vandalismo e inciviltà: «Così il parco di Asti muore»

Dai giardini pubblici l'sos lanciato dai titolari della storica giostra per bambini

Giardini pubblici: le famiglie li evitano

«Se devono giocare a pallone, vadano ai giardini». Tanti astigiani hanno risposto così a proposito del divieto di giocare a palla in piazza San Secondo, come indicato dal discusso cartello voluto dal sindaco Rasero, pena 50 euro di multa. Ma è proprio vero che ai giardini si possa giocare a pallone? No, non si può fare, se si rispetta un altro cartello di divieto, sempre del Comune, che svetta nel cuore dei giardini di corso alla Vittoria: “Vietato calpestare le aiuole e danneggiare il prato”. In compenso i ragazzi, più o meno della stessa età di quelli che disturbavano in piazza San Secondo, hanno trovato il modo di giocare ugualmente a pallone creando problemi alla ditta Sforzi, gli storici giostrai dei giardini. «Giocano a calcio su un’area a fianco dei nostri gonfiabili – raccontano Italo e Luca Sforzi – e in più di un’occasione la palla ha colpito i bimbi che li utilizzano. Per metterli al riparo abbiamo dovuto piazzare delle transenne, ma se proviamo a chiedere loro di stare più attenti, magari di giocare altrove, ci mandano al diavolo senza troppi complimenti».

Anche qui il calcio è un problema

Sabato mattina, 2 giugno, incontriamo Italo e Luca poco dopo le 11. E’ festa, c’è il sole, ma la giostra è ancora ferma. Intorno tante famiglie straniere con bambini, ma pochi salgono; alcuni preferiscono i gonfiabili mentre il solito gruppo di ragazzi occupa lo spazio attiguo giocando a calcio. Parlando con Italo, che l’anno scorso ha ottenuto il Sigillo della Città per gli oltre 40 anni di ininterrotto lavoro nei giardini, si capisce che il più bel parco di Asti ha perso l’appeal di una volta, anche a causa delle frequentazioni che tengono lontane le famiglie.

Vandali e incivili: chiesti più controlli

«Non stiamo parlando degli zingari, perché sono molto meno di un tempo. Ma, anche di giorno, si vedono ubriachi che disturbano, usano le siepi come orinatoi, sporcano, senza contare gli incivili che spaccano quello che capita loro a tiro. La nostra giostra è stata vandalizzata più volte, ci hanno spaccato i vetri e imbrattato il furgone dietro ai gonfiabili. Anche le giostrine del Comune, qui a fianco, vengono imbrattate con scritte e disegni osceni, alcune necessitano di pulizia e manutenzione, e in generale c’è bisogno che il Comune tenga meglio tutti i giardini».

Lo scivolo ha un rattoppo fatto col nastro adesivo che Sforzi ha messo per renderlo più sicuro, ma nulla può fare per risolvere altri problemi «come la scarsa illuminazione del parco, dopo il tramonto, dovuta ai nuovi led – continua Sforzi – i tombini otturati, l’assenza di bagni pubblici, le panchine vandalizzate e gli alberi che dovrebbero essere potati più spesso». A conferma delle sue parole ci mostra la foto di un grosso tronco, caduto a terra di recente, che per fortuna non ha ferito nessuno.

«Tutti questi problemi tengono lontane le famiglie con bambini, – concludono Italo e Luca – e dispiace vedere una simile decadenza quando questi giardini fanno parte della storia di Asti. Noi vorremmo più controlli da parte delle forze dell’ordine, ma soprattutto che i giardini siano tenuti più in considerazione e non trascurati in questo modo».

Riccardo Santagati

r.santagati@lanuovaprovincia.it

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