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Viaggio a Ojmjakon nel gelo della Siberia

Si avvicina la data della partenza per Paolo Piacenza, montegrossese, e Damaso Damasio

Una trasferta di dieci giorni nel villaggio più freddo del mondo. Si avvicina la data della partenza per Paolo Piacenza, montegrossese, e Damaso Damasio: questa settimana prenderanno un aereo che li porterà a Mosca e, da lì, a Jakutsk, per poi affrontare una trasferta di tre giorni a bordo di una jeep, percorrendo circa mille chilometri, che li porterà ad Ojmjakon, un villaggio di 500 abitanti nella Siberia orientale, in Russia. Si tratta di una zona molto isolata; la temperatura media nel periodo invernale è di 50 gradi sottozero, con tre ore di luce al giorno.

Un’esperienza sicuramente particolare, che i due amici stanno per affrontare con grande passione e curiosità. Si sono preparati per settimane, cercando di abituare il fisico alle temperature rigide che troveranno ad Ojmjakon e durante il tragitto tra il ghiaccio della Siberia.

«La decisione di intraprendere un viaggio di tale genere deriva dalla curiosità di vedere con i miei occhi come la popolazione possa vivere in un luogo così estremo e inospitale, dove le leggi della natura predominano in modo assoluto. Credo che sarà un’esperienza che mi offrirà la possibilità di provare belle e profonde emozioni», spiega Piacenza. «I viaggi che amo di più sono quelli in cui mi trovo profondamente immerso nella natura e nella cultura locale», sottolinea Damasio. «Siamo ormai pronti a partire e speriamo di documentare al meglio il viaggio, grazie anche alla consulenza che ci ha fornito Foto Giò di Montegrosso, per le macchine fotografiche – dice Piacenza – Un saluto da parte mia va in quest’occasione a Luigi Scarzella, di Masio, che nel 2005 fu in vetta all’Everest e che mi ha trasmesso la passione per avventure così estreme».

m.m.t.

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