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Il video di Amanda a scuola per il Safer Internet Day

Per il Safer Internet Day, alla scuola di via Testa di Asti, la polizia postale astigiana ha mostrato il video della storia di Amanda Todd per far comprendere i pericoli del cyberbullismo

Safer Internet Day a scuola

Amanda Todd si uccise il 10 ottobre 2012 nella cameretta della sua casa di Port Coquitlam, nei pressi di Vancouver, in Canada. Aveva 15 anni e pochi giorni prima aveva pubblicato in “rete” un video in cui, attraverso una serie di flashcard, raccontava la sua storia di vittima del bullismo e del cyberbullismo che l’aveva portata su una tragica strada di dolore, solitudine e autolesionismo. Fino a decidere di togliersi la vita. «Non ho nessuno, ho bisogno di qualcuno. Il mio nome è Amanda Todd». I nove minuti in cui Amanda racconta la sua storia superano gli 11 milioni di visualizzazioni. Quel video è stato mostrato martedì mattina dagli agenti della polizia postale astigiana anche ai ragazzi di tre classi della scuola di via Testa “Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri” nella giornata del Safer Internet Day per la navigazione sicura in “rete”.

Il pericolo della “rete”

Lo scorrere sullo schermo della tragedia vissuta da Amanda Todd, coetanea degli studenti in aula per l’incontro con la polizia postale, ha suscitato la loro emozione e non sono mancati episodi di commozione. «Ecco fin dove può portare il cyberbullismo: ricordatevi sempre, ragazzi, di chiedere aiuto, prima di tutto alla famiglia, ma anche alla scuola e alle forze dell’ordine. Può capitare a tutti di commettere un errore, ma non bisogna cadere in pericolosi ricatti», hanno detto gli agenti al gruppo di studenti dei corsi per operatori del benessere, del servizio vendita e di accompagnamento alla scelta professionale indirizzo meccanico, che hanno partecipato alla mattinata di sensibilizzazione di un uso corretto e consapevole di internet, accanto ai loro insegnanti e alla direttrice Silvia Cravero.

I consigli della polizia postale

Utili consigli sono stati forniti in particolare sull’opportunità di evitare di far “girare” fotografie intime: «Chi oggi è la persona a cui volete bene domani può essere il vostro peggior nemico e potrebbe usare quelle immagini per danneggiarvi. Ancora meglio sarebbe evitare di scattare foto di quel genere, perché su internet nulla sparisce». Tra i temi affrontati, anche quello dei profili sui social network: «Non sovraesponetevi sui social, non fate sapere tutto ciò che fate e non fornite troppe informazioni personali – hanno suggerito i poliziotti della Postale – Ricordate, inoltre, che, quando affronterete un colloquio di lavoro, potrebbero anche venire esaminati i vostri profili social, dai quali potrebbe emergere un’immagine giudicata non adeguata dai futuri datori di lavoro». Tante le domande e la condivisione di esperienze personali da parte degli studenti, che hanno accolto la mattinata del Safer Internet Day con interesse e coinvolgimento.

Marta Martiner Testa

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