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Quei due sulla collina

Tra Asti e la valle del Tanaro, un duplice omicidio nel Monferrato

«La finestra dello studio si affacciava direttamente sulla valle del Tanaro, infuocata dalla luce purpurea che sembrava debordare dal crinale della catena del Monviso. Da dietro i vetri, come ogni sera d’estate all’ora del tramonto, Menico, un uomo magro, alto e curvo, non bello a vedersi e dall’aria malaticcia, in piedi, fissava quel bagliore irreale sempre diverso». Così si apre il prologo di “Quei due sulla collina”, romanzo giallo di Alessandro Borio e Mattia Raschér (Ciesse Edizioni). E ci preannuncia che stiamo per immergerci in una lettura in cui la genuinità dei personaggi e dell’ambientazione saranno tra gli elementi vincenti, accanto ad un intreccio che appassiona pagina dopo pagina. Menico e Carolina vivono nella loro vecchia cascina in cima alla collina, in compagnia del fido spinone Tartan, «neppure lui bello, somigliava più a un mocio da pavimenti usato che a un cane». I ritmi della loro vita si sono fatti più lenti e quasi li spengono; attendono le visite del nipote, il vicecommissario Umberto Marconi (più un figlio che un nipote), escono con il loro “Pet Pet”, l’Ape Piaggio a tre ruote guidato da Carolina, per andare al mercato e alle visite ed esami medici richiesti dall’età; e si dedicano alla passione per il computer e per la “rete”.

Il misterioso omicidio di due anziane ospiti della casa di riposo li porterà ad avviare una singolare indagine, colpiti dalla strana vicenda e desiderosi di aiutare, in incognito, il nipote, vicecommissario della Questura di Asti a cui è affidato il compito di risolvere il caso. L’inchiesta dei Ferlisi si muove tra le colline del Monferrato a sud del Tanaro, dalla casa di riposo al mercato di Castagnole, fino alla cava in riva al fiume. L’inchiesta di Menico e Carolina, che ci vengono presentati con grande tenerezza anche attraverso gli handicap che l’età ha loro procurato e che i due coniugi piemontesi compensano a vicenda, riporta una certa vitalità in casa Ferlisi. E i due arriveranno a scoprire i segreti che si nascondono in un lontano passato. Suggestive anche le atmosfere, rese con grande capacità comunicativa: il caldo estivo delle colline del Monferrato ci fa quasi sudare e ci pare di sentire lo sferragliare del “Pet Pet”, mentre si arrampica a fatica sulla salita che porta alla vecchia cascina di Menico e Carolina.

Tradizioni, sapori, come quello delle tagliatelle preparate da Carolina e i grappoli di “luglienga” di una vecchia vigna di Menico, le peculiarità del territorio: “Quei due sulla collina” ci restituisce un quadro assai preciso della vita e delle giornate che si snodano in campagna e in particolare in quella zona. Nel romanzo ritroviamo anche alcuni riferimenti alla storia del territorio e non pochi elementi di originalità, che rendono la vicenda raccontata da Borio e Raschér avvincente e da leggere in un soffio.

 

Quei due sulla collina – di Alessandro Borio e Mattia Raschér

Ciesse Edizioni

Anno 2011, 256 pagine

Collana Black & Yellow

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