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Giacinto, il fiore delle spose spartane

Cipolle panciute da cui si ergono steli tozzi, foglie verdi brillanti e corolle grandi e profumate. I giacinti olandesi sottoposti a forzatura, e in fiore con settimane di anticipo sulla primavera,

Cipolle panciute da cui si ergono steli tozzi, foglie verdi brillanti e corolle grandi e profumate. I giacinti olandesi sottoposti a forzatura, e in fiore con settimane di anticipo sulla primavera, mostrano tutta la loro esuberanza in vasetti colorati troppo piccoli o dall’imboccatura di clessidre di vetro piene d’acqua verso la quale le cipolle allungano le radici. Originari del Mediterraneo orientale, erano coltivati a scopo ornamentale dai Romani e dai Greci. Le giovani spartane infilavano fiori a formare coroncine profumate per il giorno delle nozze. Giacinto era il nome di un giovane atleta ateniese morto accidentalmente e trasformato in fiore da Apollo.

I bulbi di giacinto (Hyacinthus orientalis) si interrano in autunno a una profondità pari al doppio della loro altezza a circa 15 centimetri l’uno dall’altro. Le piante avranno così lo spazio necessario per svilupparsi fino a raggiungere, nelle varietà selezionate dagli ibridatori moderni, i 20 centimetri di altezza, con infiorescenze molto più grandi rispetto alle specie endemiche, ma ugualmente profumate, e disponibili in un’ampia gamma di colori pastello: bianco, rosa, azzurro-malva, blu, ma anche giallo crema e rosso vivo. I giacinti possono essere coltivati in piena in terra o in vaso, in più sfumature dello stesso colore accostati a narcisi e tulipani in tonalità a contrasto (per esempio, bianchi e gialli con giacinti blu) o alle aubrezie (erbacee tappezzanti dalle foglie tondeggianti grigio-verdi e dai fiori minuti bianchi, rosa, viola, blu).

I giacinti prediligono un’esposizione di pieno sole o di mezz’ombra e un terreno soffice e ben drenato. Terminata la fioritura, le foglie non vanno tagliate, perché continueranno ad apportare nutrimento al bulbo, finché non saranno completamente secche. Le cipolle potranno essere lasciate nel terreno, in attesa della primavera successiva; oppure conservate fino all’autunno in un luogo fresco e ben areato, in sacchetti di carta o in cassette con torba e pacciamatura di foglie e paglia.

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