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A Castelnuovo Don Bosco il “deposito fiscale” di una banda sgominata dalla Guardia di Finanza di Livorno

Un capannone affittato da una società di trasporti di Torino. Stamattina i finanzieri lo hanno perquisito e lo hanno trovato vuoto. Fra gli arrestati dell'operazione anche il vice prefetto dell'Isola d'Elba

Capannone affittato ma lasciato vuoto

Emerge il coinvolgimento astigiano nell’operazione “Vicerè” in atto da stamattina ad opera della Guardia di Finanza di Livorno che ha portato anche all’arresto, fra gli altri, del vice prefetto dell’isola d’Elba.

Il troncone astigiano dell’inchiesta riguarda un capannone industriale affittato a Castelnuovo Don Bosco da una società di trasporti con sede a Torino. Una società che di fatto non era più operativa ma che era formalmente presente: l’ideale per intestarle l’immobile che avrebbe avuto il ruolo di “deposito fiscale” da indicare per una vasta frode nel settore del commercio internazionale di prodotti alcolici per sottrarsi al pagamento delle accise.

La società di Torino che ha affittato il capannone era stata individuata da un commercialista del capoluogo, T. F., cinquantenne, appartenente al gruppo sgominato dalla Guardia di Finanza livornese. La perquisizione a Castelnuovo avrebbe confermato che il capannone era vuoto.

A cosa serviva

Il “deposito fiscale” serviva per presentare agli uffici doganali la documentazione necessaria per ottenere l’autorizzazione add operare nel settore degli alcolici sottoposti ad accisa e a realizzare, numerosi “viaggi” di prodotto sottratto al pagamento delle imposte. Stimate una trentina di operazioni del genere al mese, con un risparmio sulle accise intorno ai 100 mila euro per ogni trasferimento figurato.

9 tonnellate di sigarette di contrabbando

Non solo alcol, ma anche tabacco nelle attività della banda; la Finanza li accusa anche di essere direttamente coinvolti nel traffico di un carico di circa 9 tonnellate di sigarebbe per un valore di oltre 1 milione e mezzo di euro pronto ad entrare di contrabbando all’interno di un container diretto in Italia giunta, via mare, nel porto di Livorno dal porto di Bissau. Formalmente il container trasportava tavoli e sedie di legno.

Il viceprefetto che vuole vendicarsi facendo saltare in aria le auto

L’accura più inquietante, però, è quella che riguarda direttamente il viceprefetto dell’Isola d’Elba il quale, ritenendosi vittima di una truffa immobiliare, insieme ad un amico ha pianificato la realizzaizone di una vendetta dando incarico ad uno dell’associazione a delinqure di reperire dell’esplosivo da utilizzare per “far saltare” le autovetture del truffatore e dei suoi famigliari.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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