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Adescato e pestato a sangue dalla banda degli scippi

Terribile avventura per un ragazzo di 25 anni che si era recato nell'alloggio di corso Alfieri 88 per una prestazione sessuale a pagamento. E' successo poche ore dopo lo scippo mortale di via Prandone.

Minacciati con una pistola ad aria compressa

«Dammi il portafoglio e il telefono altrimenti da qui non esci», «Tanto ci incontriamo e ti ammazzo», «Dagli il portafoglio se no ti spara»: sono solo alcune delle frasi che le vittime del gruppo arrestato mercoledì dalla Polizia si sentiva urlare mentre venivano rapinate e tenute sotto minaccia con una pistola ad aria compressa regolarmente acquistata in un’armeria di Asti.
Lo hanno riferito le vittime stesse che hanno denunciato le rapine e gli scippi alla Polizia e che, con le loro testimonianze e i riconoscimenti hanno consentito di accerchiare i cinque.
Intensa la loro “attività” alla continua ricerca di denaro per alimentare la loro tossicodipendenza.

Scippo e rapina con pestaggio lo stesso giorno

La sera stessa del 26 aprile, giorno in cui in via Prandone è avvenuto lo scippo mortale, i cinque hanno compiuto un’altra violentissima aggressione.
A farne le spese un ragazzo di 25 anni adescato dalla ragazza non ancora diciottenne.
Si è fatto accompagnare nell’alloggio di corso Alfieri (secondo tratto verso piazza Primo Maggio) pensando di consumare una prestazione sessuale a pagamento, ma una volta dentro è arrivata l’altra ragazza, “India”, e poi altri tre uomini (identificati come Buttaci, Castagnaro e il ragazzo minorenne) che lo hanno minacciato con una pistola e, soprattutto, lo hanno pestato violentemente per prendergli gli oltre 250 euro che aveva con sé.
Uno degli indagati ha confermato la violenza di quell’aggressione, parlando di sangue dappertutto, dalle nocche di chi lo aveva colpito alle magliette degli altri e a sangue su letto e pavimento.
Gli è stato intimato di non denunciare la rapina e stessa minaccia è stata fatta anche al vicino di casa che era uscito sul pianerottolo per vedere cosa stesse succedendo.

I tre scippi di “India”

Qualche giorno di pausa e poi, 5 maggio tre rapine nel giro di un’ora e mezza, tutte nell’area intorno all’alloggio di corso Alfieri, addebitate a “India”.
Il primo alle 6,25 dove a farne le spese è stata una dipendente della Casa di Riposo, in uscita dal turno di notte, scippata dello zaino che conteneva soldi e cellulare; ha raccontato di essere stata minacciata con un martello. Mezz’ora dopo il colpo alla panetteria di corso alla Vittoria, questa volta ai danni dell’anziana titolare minacciata con una pistola e, subito dopo, il colpo in via Bajno ad un pensionato che era appena andato a prendere il pane.

Altri “strappi” con caduta di anziana

Il 12 maggio altro scippo grave in corso Alessandria, poco dopo piazza Primo Maggio dove una donna di 87 anni, mentre usciva da un negozio di frutta e verdura, è stata avvicinata da due giovani (che la Procura identifica come Castagnaro, che fungeva da “palo” e il ragazzo minorenne). Quest’ultimo ha strappato dal collo della donna una collanina in oro. L’anziana è finita a terra e ha battuto la testa contro alcune griglie di ferro riportando lesioni serie, per fortuna non gravi.
Ultimo colpo accertato quello qualche giorno dopo ancora in via Sant’Evasio dove una donna di 79 anni è stata vittima dello strappo della collana e anche lei è finita a terra.
Nelle perquisizioni chieste dal pm Dentis che ha coordinato tutta l’inchiesta, è stata rinvenuta la pistola ad aria compressa verosimilmente usata per le minacce ed alcuni abiti indossati durante gli scippi riconosciuti dai testimoni.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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