La Nuova Provincia > Cronaca > Amianto, manager Avir a processo per la morte di un operaio
Cronaca Asti -

Amianto, manager Avir a processo per la morte di un operaio

Il decesso per mesotelioma: per 25 anni usò pinze rivestite da nastro di amianto. Chiesta condanna per l'ex patron Bazzi, oggi 93enne e l'assoluzione per i due direttori di stabilimento

Operaio Avir morì per mesotelioma

Mentre le cronache dei quotidiani nazionali riportavano l’assoluzione in Appello, a Torino, di tutti i manager Olivetti per alcune morti per amianto, in tribunale ad Asti si avvia alla conclusione un processo dai contorni molto simili.
Imputati sono Piero Bazzi, 93 anni, ex patron della storica vetreria Avir e due astigiani che si avvicendarono come direttori di stabilimento: Rinaldo Montersino e Alfredo Serra.
E’ stato il pm Paone a ripercorrere la dolorosa storia di questo processo che nasce dalla denuncia di un ex operaio, Guido Manzone, alle dipendenze dell’Avir dal 1964 al 1989. A Manzone, nel 2011 viene dettata una diagnosi che non lascia scampo: mesotelioma pleurico, ovvero il tumore generato dall’amianto.
Un anno dopo la diagnosi, l’uomo muore lasciando moglie e figlia.
Come succede in tutti i casi di diagnosi di mesotelioma, a Manzone viene sottoposto un questionario per risalire, se possibile, alla sua esposizione all’asbesto presente nelle fibre libere di amianto.
Ed è emerso, dai suoi ricordi lavorativi, che per i 25 anni passati all’Avir, sempre nella stessa mansione, aveva maneggiato del nastro di amianto per almeno tre o quattro volte a turno.

Per 25 anni maneggiò pinze rivestite di nastro d’amianto

Manzone, infatti, era addetto al controllo qualità delle bottiglie in uscita dai forni. Per ogni partita di bottiglie che veniva “sfornata”, l’uomo doveva prendere alcuni campioni per verificare che fossero tutti conformi ai requisiti per la messa in vendita.
E per farlo impugnava delle lunghe pinze in ferro le cui punte venivano prima avvolte in alcuni giri di nastro di amianto.
Questo sia per evitare la conduzione del calore dalle pinze alle mani (le bottiglie erano ancora incandescenti), sia per rovinare i campioni presi per il controllo. Secondo il suo stesso racconto e alcune testimonianze, ogni “strappo” avveniva dando una martellata sul nastro, liberando così delle fibre che, come la medicina ha ormai riconosciuto, sono la causa del mesotelioma pleurico.

Il pm chiede condanna dell’ex patron Bazzi

Nella sua lunga e dettagliata requisitoria, il pm Paone ha ammesso una certa “sofferenza” nel trattare questo processo, soprattutto per la conclusione alla quale è arrivato nelle sue richieste al giudice Chinaglia: la condanna ad 1 anno di reclusione per Bazzi, all’epoca al vertice della direzione del Gruppo Avir e l’assoluzione per i due direttori di stabilimento. Questo perchè, mentre è sicuro che l’esposizione all’amianto sia iniziata fin dai primi anni di lavoro di Manzone all’Avir e dunque Bazzi era già responsabile della salute dei suoi dipendenti, non si può accertare quanto la prosecuzione dell’esposizione avvenuta durante gli anni di direzione di Serra e Montersino abbiano influito su una eventuale accelerazione dell’insorgere del mesotelioma in Manzone.
Conclusione alla quale si è associato il difensore dei due astigiani, l’avvocato Mirate, che ha aggiunto come, all’epoca, non solo per loro fosse impossibile prevedere le conseguenze dell’uso del nastro di amianto, ma non avrebbero avuto neppure l’autonomia decisionale per apportare modifiche strutturali (cone l’applicazione di potenti aspiratori sopra la postazione di lavoro) alle procedure lavorative dello stabilimento astigiano.

La sentenza il 10 maggio

La difesa di Piero Bazzi, non presente in aula per via della sua veneranda età, è stata sostenuta dall’avvocato Bonzano, che ha argomentato prima i periodi di effettiva responsabilità del suo assistito e poi l’impossibilità di prevedere gli esiti dell’uso di amianto.
La sentenza attesa per il 10 maggio.

Daniela Peira

d.peira@lanuovaprovincia.it

Tag:, ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente