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Ancora tensione al carcere di Quarto: i detenuti “battono la gavetta” contro le sbarre

Mezz'ora di protesta rumorosa perchè non funzionano le tv in cella. L'attacco del sindacato Osapp al permissivismo della Direzione

Ennesima protesta

Hanno scelto una modalità molto rumorosa per protestare contro il malfunzionamento delle tv in cella al carcere di Quarto: 35 detenuti, martedì sera   hanno battuto con le pentole contro le sbarre che chiudono le celle in una iniziativa collettiva che è andava avanti per oltre mezz’ora.

A riferirlo è Leo Beneduci,  il segretario generale dell’Osapp, l’organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria: «Si tratta dell’ennesimo episodio presso la Casa di Reclusione di Asti che fa seguito alla gravissima aggressione subita da un agente di polizia penitenziaria che aveva riportato anche lesioni. La direzione della struttura – prosegue l’Osapp – per sua stessa ammissione non aveva neanche aperto la procedura obbligatoria dell’azione disciplinare nei confronti dei 40 detenuti che prima delle feste natalizie si erano resi protagonisti della protesta e per 5 ore si erano rifiutati di entrare in cella».

Contro il “permissivismo” della Direzione

Alla luce di questo nuovo episodio, il sindacato chiede che il Provveditorato regionale e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria assumano urgenti iniziative contro il “permissivismo” della Direzione.

L’intervento di Angela Motta

E sulla vicenda interventi anche il consigliere regionale Angela Motta.  «Ciò che accade dentro al carcere, con le ripetute dimostrazioni e aggressioni dei detenuti, e ciò che non sta succedendo per assicurare condizioni stabili di sicurezza e di rispetto del personale, dura ormai da troppo tempo. E’ necessario che il Provveditorato Regionale e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria mettano in atto tutte le azioni indispensabili a riportare la situazione sotto un pieno controllo».

A dicembre la vicepresidente del Consiglio regionale, dopo aver incontrato i rappresentanti sindacali degli agenti penitenziari, aveva reso pubblica la lettera inviata al direttore della Casa di Reclusione per chiedere la convocazione urgente di un tavolo interno di confronto tra direzione, organizzazioni sindacali e rappresentanti del territorio.

Chiesti più agenti a Quarto

«Da allora la situazione non è cambiata – ricorda Angela Motta – Le responsabilità investono anche il governo. Chiediamo al ministro della Giustizia, già sollecitato a intervenire nei mesi scorsi dai parlamentari astigiani, quali decisioni è intenzionato ad assumere, e in che tempi, per migliorare le condizioni di sicurezza e per rinforzare la pianta organica a Quarto».

d.peira@lanuovaprovincia.it

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