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Arrestati nelle vigne lavoratori stagionali macedoni con documenti falsi

Risultavano di origine bulgara per godere della libertà e dei diritti dei cittadini comunitari. Trenta arresti dei carabinieri di Alba e Cuneo. Nell'Astigiano arrestati otto macedoni nelle vigne

L’operazione Macedonia estesa anche al sud astigiano

Ci sono anche otto lavoratori stagionali in servizio presso aziende agricole di Nizza, Canelli, Santo Stefano Belbo, Calosso, Costigliole fra i 30 arrestati dai carabinieri della Compagnia di Alba e dei Reparti Operativo e Investigativo del Comando di Cuneo nell’ambito dell’operazione “Macedonia”.

Si tratta di cittadini macedoni che sono entrati in Italia con falsi documenti di identità bulgari. Un “trucco” per trasformarsi, in un batter d’occhio, da cittadini extracomunitari a cittadini comunitari potendo godere, così, di tuti i vantaggi connessi.

Sono tutti braccianti agricoli

Sono braccianti impiegati prevalentemente nella coltivazione della vita, dalla potatura alla vendemmia, che soggiornano nel sud della provincia e nell’Albese da marzo ad ottobre di ogni anno. Un periodo troppo lungo per ottenere un “visto” regolare previsto per i cittadini stranieri che non appartenengono all’Unione Europea.

Ad organizzare i viaggi dalla Macedonia, gli ingressi in Italia, la consegna dei documenti falsi, l’assunzione presso una serie di cooperative alle quali chiedono la manovalanza le aziende agricole locali, a trovare loro un posto per dormire e per mangiare, era un gruppo di cinque connazionali stabilmente residente ad Alba.

Il gruppo che organizzava i “pacchetti completi”

Erano loro a reclutare i lavoratori stagionali e a “guidarli” in tutto il percorso fino alle vigne dietro il pagamento di un salario che si aggira intorno ai 300 euro al mese. Una cifra che per noi è puro sfruttamento mentre per i macedoni è uno stipendio più che accettabile da inviare alla famiglia rimasta in patria.

Il giro di documenti falsi scoperto dai carabinieri di Alba e Cuneo, oltre ai lavoratori stagionali che attraverso di essi potevano sperare nella regolarizzazione sul posto di lavoro, serviva anche a “cancellare” il passato di pregiudicato di persone che, con una nuova identità, potevano circolare tranquillamente sia in Italia sia in altri Paesi membri senza rischiare, ad esempio, l’esecuzione di ordinanze di cattura internazionali.

Perquisizioni anche negli Uffici Anagrafe di comuni astigiani

Nel corso dell’indagine sono state eseguite anche numerose perquisizioni nelle cascine e negli alloggi al limite del fatiscente in cui i lavoratori stagionali venivano stipati durante i mesi di impiego nelle vigne. Sono state inoltre eseguite perquisizioni in numerosi Comuni anche del sud della nostra provincia per verificare se i documenti esibiti agli Uffici Anagrafe fossero genuini oppure contraffatti.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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