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Asti: accusano di pedofilia un anziano e gli estorcono 12 mila euro

Condannati marito e moglie. L'uomo si era presentato come il padre di una ragazzina minorenne cui l'anziano mandava SMS affettuosi

Condannati marito e moglie

Condanna pesante per marito e moglie che hanno approfittato di un uomo anziano per estorcergli 12 mila euro in contanti e farsi consegnare un assegno da 20 mila euro “in garanzia”.
Il processo in rito abbreviato davanti al gup Morando si è tenuto lunedì mattina al tribunale di Asti.
Gianpiero Doglio, 47 anni e Lindita Delia, di 40 anni sono stati condannati l’uno a 3 anni e l’altra a 3 anni e 4 mesi per estorsione aggravata a fronte di una condanna di un anno più severa chiesta dal pm Deodato.
La vittima ha quasi 80 anni e ha avuto l’imputata come donna delle pulizie per un po’ di tempo.

Quegli SMS “affettuosi”

Sarebbe stata la coppia a far arrivare all’anziano un numero di telefono che lui credeva appartenesse ad una donna e al quale ha inviato qualche sms affettuoso. Ma improvvisamente ha ricevuto la telefonata del Doglio che si era presentato (falsamente) come padre della destinataria degli sms riferendo che si trattava di una minorenne.
A fronte di una minaccia molto insistente di una denuncia per pedofilia, l’anziano ha ceduto alle prime richieste di denaro versando, in due diverse occasioni nella primavera di quest’anno, una somma totale di circa 12 mila euro e un assegno senza data di 20 mila.

Si è presentato come padre della figlia minorenne

Una volta c’è stato anche un incontro fra l’anziano e il Doglio (non conosciuto dalla vittima) in cui quest’ultimo gli ha mostrato un’arma che si è rivelata poi essere una pistola giocattolo. Terrorizzato, l’anziano si è poi rivolto all’avvocato Federica Daccà che lo ha convinto a sporgere denuncia.
E’ stata la Squadra Mobile della Questura a fare le indagini e a risalire alla coppia di estorsori che hanno approfittato delle debolezze e della paura dell’anziano. A loro difesa, la coppia ha sostenuto che quei soldi erano un “risarcimento fai da te” per presunte molestie patite dalla donna quando lavorava a casa dell’anziano, ma non è mai stata presentata alcuna denuncia e non vi è prova che fossero avvenute.

La donna a piede libero perchè madre di una bimba piccola

L’uomo si trova da aprile agli arresti domiciliari per questa storia, la donna è a piede libero perchè è madre di una bimba piccola.
I quattro mesi di condanna aggiuntivi, rispetto al marito, sono andati alla donna perchè, quando i poliziotti si sono presentati alla porta del loro alloggio in zona via Torchio, la Lindita li ha aggrediti e malmenati, dovendo rispondere così, oltre che di estorsione aggravata, anche di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Gli imputati, difesi dall’avvocato Maurizio Toppino, sono stati condannati anche a versare una provvisionale immediatamente esecutiva di 12 mila euro all’anziano, esattamente la cifra estorta.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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